Allora: io sono Dio.
Ma sono lungo a pensare, mi sveglio ora e devo mettere a posto le cose.
Primo, definiamo il target
Di chi mi occupo? L’umanità, naturalmente e gli annessi e connessi, vale a dire il pianeta. Ma non basta: ci sono i discendenti, da cui ne deriva il valore dell’ambiente. Salviamo poi i pet-net, i mammiferi domestici. (Dei tonni non frega un cazzo a nessuno)
E adesso il focus
Beh, innanzitutto garantire la sopravvivenza, a seguire evitare le indicibili sofferenze, se poi mi rimane tempo dare anche un’occhiatina alla qualità di vita. Ma ragionando in grande (sono Dio) esageriamo: felicità per tutti. Quindi diritti civili, ambiente, e un minimo di netiquette per i mammiferi sui generis.
Risorse?
Beh, avendo a disposizione l’universo, basta che tiro una freccetta sulla mappa stellare. Ma se invece vogliono tutti restare accalcati su quel pianetino esausto? Sembrerà una cazzata, ma il problema delle risorse si impone. Ecco, facciamo questo esempio: i tuoi genitori hanno avuto, oltre a te e ai tuoi fratelli e sorelle eventuali, altri venti figli. Una pacchia per giocare a palla prigioniera, e ottimo anche quando si è grandi e uno su venti che ti viene a prendere alla stazione lo trovi sempre, ma chi paga? Chi paga la crescita, la salute, la scuola? Chi dedica tempo per educare? Lasciamo perdere la Provvidenza e lo Stato, immaginiamoci che non ci siano aiuti esterni, che non ci sono neanche Io: la torta va divisa in fette più piccole. E la torta non sono i giocattoli ma la tua istruzione, il tuo dentista, il tuo spazio vitale, il tuo tempo. E’ vero che ci sono risorse che non si consumano: l’informazione, ad esempio. Ma altre risorse sono fottutamente materiali, concrete, tangibili ed esauribili.
Ed è qui che intervengo Io, deus ex machina…
E ti ci invento il Progresso
Inestinguibile mito carducciano delle ‘magnifiche sorti e progressive”! L’umanità, nella tecnologia (ovvero l’applicazione della ragione alla materia) progredisce. Progredisce l’agraria, la robotica, la medicina. Quindi perché preoccuparci se domani inventeranno il modo per trasformare l’acqua in vino, colonizzare altri pianeti o vivere d’aria?
Ecco. Ma quello che allora mi sfugge, è perché esiste la guerra, la malattia e la morte.
In una parola: il male.
Per qualcuno è solo una banale questione di ridistribuzione: la guerra tocca alla Nigeria, la morte mai a noi, la malattia un po’ per ciascuno che non fa male a nessuno… Ma l’umano non funziona così!
Ogni essere umano ha l’assurda pretesa, oltre che sopravvivere e riprodursi, di soddisfare i propri desideri. Assurda pretesa, perché i desideri sono potenzialmente infiniti: per quale ragione dovrei accontentarmi di vivere quarant’anni come nell’ottocento? Perché dovrei rinunciare alla crema da barba o depilatoria? E soprattutto, perché accontentarmi di essere il presidente del consiglio e l’uomo più ricco di Italia?
Difetti di fabbrica.
Tutte le forme di vita hanno l’inopportuna tendenza a alimentarsi e crescere. Come i plancton che fanno le barriere coralline. Ma gli umani sono smodati: ognuno di loro sarebbe Dio come me, se solo potesse. Anche la vecchietta, nel suo piccolo, si incazza: e prende un cagnolino per avere la sua fetta di potere su qualcuno. Perché il vero potere non è sulle risorse materiali ma sulle “risorse umane” (così li chiamano, talvolta).
Il potere è politico, è autorità.
Aspettando Dio,
Dovranno organizzarci. Anzi, dovrebbero: dovrebbero pianificare la crescita demografica, ridurre l’impatto dei consumi sull’ambiente, incentivare l’istruzione generale e l’eticità con un sistema meritocratico pur offrendo ammortizzatori sociali… dare insomma una testa a questo acefalo smodato. E cosa ci vuole, diamine? E’ dalla fantascienza orwelliana che si preconizza il governo centrale planetario: sarà un Grande Fratello, ma facciamolo e bon!
C’è però della colla che inceppa il mito del progresso umano.
E la storia insegna… Ma mai che impari.
Lo slaim che grippa l’ingranaggio è il privilegio. Qualunque storia, la mia, la tua, quella dell’impero ottomano, arriva a un epigono, poi però nessuno vuole scendere… ogni esserino, famigliuola, ceto, loggia, regime, si incolla al proprio piccolo o grande potere acquisito e non lo molla. Ecco che il discorso della redistribuzione, collocato non come escamotage per fuggire alla responsabilità della forbice tra risorse e demografia, bensì come propagine della smodatezza umana, acquista un senso: sono i privilegi, quelle forme di potere che rimangono incollate dove non c’è più merito. E’ che sono fatti così, gli esseri umani, non ci posso mica fare nulla: a ogni rivoluzione segue immancabilmente la restaurazione di una nuova casta; e dire nuova restaurazione è palesare l’ossimoro di ogni tradizionalismo. (I tradizionalisti non sono dei conservatori, ma dei rivoluzionari: vogliono sovvertire un ordine per ristabilirne uno anteriore) Guarda gli ebrei: dispersi, perseguitati, ammazzati in massa, ma col cavolo che mollano Sion! Quella e la loro terra. Se nel frattempo (giusto quei duemila anni) qualcuno ci si è installato, cazzacci suoi. E come si può emettere un verdetto sulla storia? Con che diritto si appropriano della terra altrui? Ma, d’altro canto, con che diritto li priviamo di una terra? Ecco l’esempio lampante della limitatezza delle risorse: non si può scambiare una madre con un’altra, una terra con un’altra: per ebrei e palestinesi, la Palestina è la terra dei padri. E scagli la prima pietra solo chi non si incolla al suo pezzettino di terra, alla sua proprietà privata, come fa anche Yuri con quel poco che ha. “E’ mio!” impara a dire il bambino quando scopre che il mondo non gli appartiene come dovrebbe, visto che è Dio pure lui… Detto in una prospettiva strutturale: il potere tende a consolidare se stesso, ad accentrarsi e creare monopolio, non a ‘redistribuirsi’. Il dilemma: giustizialismo o giustificazionismo globale? Poveracci allora anche gli armieri: cosa dovrebbero fare se non fomentare qualche guerra pur di tirare avanti? E le Chiese, gli vieteremo mica di campare sull’ignoranza del popolo? Che ci fa un pontefice, con lo stato più ricco del pianeta, se poi tutti lo prendessero in giro per i comici paramenti?
La facile via del lato oscuro della Forza.
Darth Wader lo sa di far parte dell’ancième regime. Ma non ci sta. E passa al lato oscuro, cioè alla dissimulazione: non c’è un onesto dittatore che si rispetti che non abbia tentato in tutti i modi di farsi amare dal popolo; da tutti anzi, dal mondo intero. Essere Dio come me, insomma.
Perciò, se i popoli si ostinano a pretendere sti cazzo di diritti umani, i poveri potenti di turno, abbarbicati sui loro scranni vetusti (e la pope-vogue lincata sopra ne è l’esempio italico) muovono freneticamente le leve del potere MA…
…Camuffandosi da buoni pastori.
Del gregge padano, condominiale, fino al gregge universale, totale: cattolico, etimologicamente parlando. Ecco perché diavolo in ogni umano cubicolo balugina il sinistro bagliore di un tubo catodico, pardon, dei pixel di un flat screen… Questo è il cinema, baby! Passerelle, premi, palchi, arringhe, tette e sorrisi: il mondo come privilegio e rappresentazione. E infatti disse, Schopenhauer: “Il conflitto interno della volontà, oggettivandosi nelle idee, si manifesta come l’implacabile guerra di sterminio che si fanno a vicenda gli individui.” Le idee, più generalmente la cultura, più socialmente il mondo dello spettacolo. E c’è del genio, nell’atavica alleanza trono-altare-podio, questo bisogna riconoscerlo. I mass media diventano un’arma di condizionamento politico, come il Giornale di Feltri, che svela il gossip quando è necessario intimidire i libertari del Popolo delle Libertà, che minacciano la monarchia assoluta di cui è cortigiano. Ma l’Unità non è da meno.
Basterebbe quindi spegnere la televisione, per vedere i re nudi?
Sì.
Secondo me sì. Se io intervenissi a creare uno spartiacque inoltrepassabile (come feci col mar rosso per impedire il guado all’esercito egiziano) tra informazione e intrattenimento – tra pensiero e sentimento – allora la massa, corpo acefalo dell’umanità, ragionerebbe e saprebbe: e indi siederebbe al tavolo dei vincitori, con voce in capitolo insieme alla U.S. Army, all’Opec, alla BCE, al Partito Popolare Cinese e a Ratzinger.
“Silenzio un attimo e smettetela di litigare”
Prego – continua Popolo – di cosa stavate parlando? Conflitto in medio oriente, vediamo… Quello lì è il confine, voi da quella parte non sparate agli ebrei e lei, sign.ra CIA, torni a casa sua. Risolto. Poi. Crisi monetaria? Allora: le banche tornano agli Stati e cambio fisso mondiale. Crisi andata, passiamo all’effetto serra: d’accordo, non faccio più figli per dieci anni, così diamo tempo a Progresso di balzare avanti. Disarmo beh questa è facile, lo fate e basta senò sciopero, e se scioperano sette miliardi di cristi, a voi rimane giusto una cerbottana. La fame in Africa la sistemo domani.
A qualcuno piace falso.
Forse un mondo così sarebbe troppo noioso: tutto risolto, nessuna guerra, giusto qualche terremoto senza morti (i grattacieli stanno su a 8 scala Richter, ma non è la fantascienza: è il Giappone) e soprattutto tanta, tanta informazione consapevole.
Troppa.
Dice bene l’agente Smith di Matrix: la gente soffre a non soffrire, che ci fa del paradiso? In paradiso fede e speranza vanno in fumo e proprio non ci riesce, la gente, se non vive in una favola, se non viene ingannata, se non può vedere in televisione i paramenti dei re e potermi dire una preghierina la sera.
Ma se
A) la natura vuole farli proliferare senza scrupoli
B) e il capitalismo ha bisogno di carne da macello
C) i potenti vogliono rimanere avvinghiati al potere dissimulandolo
D) e ogni dannato uomo qualunque preferisce vivere nella favola catodica
Insomma: se siete tutti fottutamente fatti l’un per l’altro, io che ci sto a fare?
Borbottò Dio prima di andarsene alle Canarie.
30 maggio 2011 alle 20:52
One remembers that human’s life seems to be not very easy, however different people require genius. So to receive fast bright, will be a right way… Yuri’s way.
23 novembre 2011 alle 20:22
Oscillo fra… “hai scoperto l’acqua calda…”, “cazzo come scrivi bene” e ” guarda questo che ha capito e nello stesso tempo non capisce…”
La tua è un analisi dell’essere umano lucida,profonda e disincantata, e amaramente divertente ma…
ti consiglio un’attività fisica con grande dispendio di energia,rimedio molto più indicato alla tua patologia,piuttosto che la masturbazione mentale. Soffri della più grave delle malattie umane, esisti. Questa è la vita, questo è l’essere umano, ci trovi poco senso? Anch’io ma resta il fatto che qui siamo, più simili ad un organismo parassita del pianeta che una specie dominante.
P.S. Leggera Kundera fa malissimo, prova l’erba…
P.P.S
Lungi da me l’intenzione di offenderti, sono tendenzialmente d’accordo con te su quasi tutto.
Con affetto
13 gennaio 2012 alle 23:39
Grazie Marko! Mi piace molto il tuo giudizio ironico ma anche stimolante e… oscillante!
Sì, la vita è un po’ una malattia, sopratutto se, come te e me, abbiamo il vizio di ‘guardarci da fuori’.
Sto riscoprendo proprio in questi giorni il piacere di essere febbricitante. La vita è malata di morte, ma non è ancora morta. Non finché è malata, perlomeno… Essere malati significa stare tra il cielo degli ideali e la terra materialista. E’ una tensione.
E’ bello, essere febbricitanti, secondo me.