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	<title>gite nell&#039;immaginario.</title>
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	<description>Intelligenza introspettiva per essere più felici.</description>
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		<title>Scrivere un blog a un amico.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa, ti consiglio di fare. Scrivere un blog. Anche se in effetti scrivere una lettera è altrettanto importante. Quindi due cose ti consiglio di fare, e una di queste è: scrivere un blog. Perché? Perché comunicare ti costringe a capirti. Una lettera a un amico (di carta o di byte) è il momento in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa, ti consiglio di fare. Scrivere un blog.<br />
Anche se in effetti scrivere una lettera è altrettanto importante.<br />
Quindi due cose ti consiglio di fare, e una di queste è: scrivere un blog.<br />
<br />
<strong>Perché?</strong><br />
Perché comunicare ti costringe a capirti. Una lettera a un amico (di carta o di byte) è il momento in cui l’amicizia diventa riflessione di due vite su due vite, e tutti sappiamo che 2 vite + 2 vite = 1 cacciavite.<br />
Ma non sostituisce avere un blog.<br />
Ti consiglio di avere un blog.<br />
<br />
<strong>E perché?</strong><br />
Perché è come andare alla lavagna in classe o mettersi al centro del cerchio quando si balla: l’attenzione degli altri è un’energia potente che ti costringe a dire qualcosa di importante, o che faccia ridere, insomma fare, insomma dire, insomma… <em>dare</em>.<br />
E non importa che veramente qualcuno passi sul tuo blog: l’importante è che tu possa illuderti che qualche tuo amico ci passi ogni tanto. E non importa neppure che tu riesca veramente a dare qualcosa: l’importante è che ci provi… Le parole che servono stanno in cima a una montagna impervia: perciò l’importante non è riuscirci, ma iniziare a provarci. Per mia esperienza, <em>tentare</em> di dare qualcosa a qualcuno, dà un senso alla vita.<br />
<strong>Dare, dà senso.</strong><br />
<br />
<strong>Si ma: perché?</strong><br />
Perché noi esistiamo attraverso gli altri, e quindi non è una questione morale, tentare di dare: è saggezza. L&#8217;altruismo è un egoismo intelligente.<br />
Poi, chi è molto intelligente scopre un nuovo vaccino, chi non ci riesce può aprire un blog, ognuno a seconda delle proprie possibilità. L&#8217;importante è la disposizione partecipativa alle altre esistenze.<br />
<strong>Partecipare esistenze.</strong><br />
<br />
Le parole mi hanno cambiato la vita. Due volte.<br />
E io mi ci impegno sul serio -anche se non si direbbe- a capire come diavolo si fa a <em>partecipare</em> usando questi segnetti!<br />
Ma mi sa che dovrò insistere&#8230; sui vaccini sto messo peggio. </p>
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		<title>Facciamo il punto.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 20:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensi di farla franca? Balzi fino alla Luna, sfoderi artiglieria da 50 megatoni e i tuoi denti masticano 600 milioni di quadrupedi all’anno. (“per non parlar dei polli” aggiungerebbe Jerome K. Jerome) Neanche i tirannosauri ti superano, ma mica per scrupolo: è solo che non hanno l’arma… L’arma di sterminio più devastante mai apparsa nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Pensi di farla franca?</strong><br />
Balzi fino alla Luna, sfoderi <em>artigli</em>eria da 50 megatoni e i tuoi denti masticano 600 milioni di quadrupedi all’anno. (<em>“per non parlar dei polli”</em> aggiungerebbe Jerome K. Jerome) Neanche i tirannosauri ti superano, ma mica per scrupolo: è solo che non hanno <em>l’arma</em>…<br />
L’arma di sterminio più devastante mai apparsa nel nostro universo.<br />
Un cervello umano.<br />
<em>«Il diritto di uccidere un cervo od una mucca è l&#8217;unica cosa sulla quale l&#8217;intera umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose»</em><br />
(Kundera, <em>L&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere</em>)<br />
<br />
<strong>In corsa contro il tempo e ahimé: forare</strong><br />
Le forme di vita hanno l’inopportuna tendenza ad alimentarsi e crescere.<br />
Ma tu sei sfrenato (e senza ABS): è l’angoscia della morte, il pungiglione che fora l’anima rendendola incolmabile. <em>«I confini dell’anima non li potrai mai trovare»</em> Eraclito, Sulla natura<br />
Gli abissi infiniti dello spaziotempo hanno il loro specchio.<br />
Un cuore umano.<br />
<br />
<img src="http://tele.visionari.it/imgs/condizionamento-televisivo-medio.jpg"  title="il medium è lo schermo tra mondo reale e mondo normale: la cella mentale nella quale stabiliamo valutazioni, avviamo considerazioni, commettiamo azioni" alt="il tuo mondo interiore è colonizzato da un palinsesto" width="570" height="378" border="0" /><br />
<br />
<strong><a href="http://tele.visionari.it/" target="_blank" title="critica ai mezzi di comunicazione di massa">Chiesa catodica</a></strong><br />
La consapevolezza della mortalità viene sedata da un baluginio che riscalda ogni dimora umana. Ma il suo fuoco è una cineseria kitch su cui sfilano le stesse telenovelas, gli stessi paterni sorrisi presidenziali, gli stessi packaging industriali: credi tu negli UFO, nell’oroscopo, nel calendario Maya e nei tarocchi, nella reincarnazione o nell’ascensione di Maria? Non ha più importanza, ti stanno già aspettando in sala.<br />
<br />
<strong>Ciao, io me ne vado</strong><br />
Se la natura e la società avessero a cuore <a href="http://www.feliciologia.it" target="_blank" title="Come essere felici?">la tua felicità</a>, criticarle sarebbe superfluo.<br />
Tu sei felice?<br />
L’umano è ciò che cerca soluzioni.<br />
Ma nessuna vita ha una soluzione: <a href="http://www.visionari.it/viaggio/fiamme/vivere_di_sangue.html" target="_blank" title="il mio romanzo fantastico da leggere online">la vita muore</a>.<br />
<br />
<strong>Stelle di carne</strong><br />
E invece, per quanto sia ridicolo amarsi tra orfani terminali, quando sarai di fronte al plotone di esecuzione rifiuterai la benda, guarderai il nulla avvicinarsi e sorriderai, salutando la vita che hai tanto amato. I tuoi occhi abbaglieranno di lucidità. Solleverai il mento al cielo e griderai ciò per cui accetti di morire: il nome di chi ami, che stai raggiungendo o che ti raggiungerà. Il nome del Dio a cui hai creduto da bambino o la giustizia per cui hai vissuto. La verità che hai avuto il coraggio di proclamare, o la bellezza.<br />
<br />
Esploderai in mille scintille rosse che saliranno come stelle.<br />
E forse, per qualcuno, anche solo un attimo, delle stelle scintilleranno.</p>
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		<title>Diabolica e sublime.</title>
		<link>http://www.yuriradaelli.it/bellezza-snatura/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 18:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[estetismi]]></category>
		<category><![CDATA[l'immaginario]]></category>
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		<description><![CDATA[Se hai un&#8217;anima capace di bellezza, guarda l&#8217;Aria della Regina della Notte di Kenneth Branagh. Mi angoscia pensare che riviverla troppe volte possa sbiadirla, ma perché è così rara? Perché rifiuta la natura Una madre che genera la vita e la maledice ardendo di insana furia, trascina la vita nella morte, la giustizia nella follia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se hai un&#8217;anima capace di bellezza, guarda l&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=i_FCYzv383o" target="_blank" onMouseUp="_gaq.push(['_trackEvent', 'testo', 'link', 'daYURIRADAELLIlinktesto_YOUTUBEreginanottebranagh', 0]);" title="tratto da The magic Flute">Aria della Regina della Notte di Kenneth Branagh</a>.<br />
Mi angoscia pensare che riviverla troppe volte possa sbiadirla, ma perché è così rara?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché rifiuta la natura</strong><br />
Una madre che genera la vita e la maledice ardendo di insana furia, trascina la vita nella morte, la giustizia nella follia: la bellezza è il tentativo di conciliare esteticamente (cioé nell&#8217;inganno dell&#8217;immaginario) emozioni opposte. Ma gli opposti non possono essere soluti senza il reciproco annullamento, perciò è necessario un divisore perenne: dia ballein, il diavolo. Fallire l&#8217;unità degli opposti è l&#8217;unico destino dell&#8217;artificio umano, che rifiuta l&#8217;equilibrio della natura pur non potendo evadere da essa; ma continua a sbattere sotto al suo limite: e questo è il sublime.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Morte e distruzione, con l&#8217;odio di una madre la natura si invertità.&#8221;</strong><br />
La Regina della Notte è l&#8217;umano che si ribella ai limiti del destino e tenta di sovvertire la realtà. La bellezza non sta nell&#8217;agonia del cigno, ma nel suo sogno di amare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da che parte stare?</title>
		<link>http://www.yuriradaelli.it/berlusconi-mussolini-putin/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:52:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cento anni fa&#8230; Mussolini viene corteggiato da Churchill, che era disposto ad accettare il neo imperialismo italico in Nord Africa. Il duce in tutta risposta si alleò con Hitler, un barbaro guerrafondaio che era stato cortesemente tenuto a distanza perfino dal generalissimo Franco. La storia insegna, ma mai che qualcuno impari&#8230; L&#8217;attuale teleduce degli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cento anni fa&#8230;</strong><br />
Mussolini viene corteggiato da Churchill, che era disposto ad accettare il neo imperialismo italico in Nord Africa. Il duce in tutta risposta si alleò con Hitler, un barbaro guerrafondaio che era stato cortesemente tenuto a distanza perfino dal generalissimo Franco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia insegna, ma mai che qualcuno impari&#8230; </strong><br />
L&#8217;attuale teleduce degli italiani non ha il fiuto economico del suo predecessore, ma la stessa accortezza di stare contro ai migliori: mentre l&#8217;Europa tenta di non essere schiacciata tra le tigri asiatiche e l&#8217;impero americano, si prostra ai piedi di Obama per un pugno di foto; pazienza se intanto l&#8217;economia tedesca si impenna, rischiando prima o poi di sbatterci fuori dall&#8217;euro zona.<br />
Ma un politico che le mignotte potrebbero chiamare sul cellulare mentre fa il baciamano al papa, non ce la fa proprio a evadere dall&#8217;ambiguità: perciò scontenta pure il suo alleato oltre oceano intrallazzando con Putin, un demagogo dalle amicizie mafiose.<br />
Affinità elettive?</p>
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		<title>Speriamo che non sono una ciabatta.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 01:07:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sarah]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravamo noi due, l’amore. E proviamo ancora l’ubriacante morbo… ma tu per un altro e io per un’altra! L’amore sarà eterno, ma le persone che sono: ciabatte Ikea? No, non ci sto. L’amerò lasciandola libera. E tu perché parli di amore se temi che il sesso te lo strappi via?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eravamo noi due, l’amore.<br />
E proviamo ancora l’ubriacante morbo… ma tu per un altro e io per un’altra!<br />
L’amore sarà eterno, ma le persone che sono: ciabatte Ikea?<br />
No, non ci sto.<br />
L’amerò lasciandola libera.<br />
E tu perché parli di amore se temi che il sesso te lo strappi via?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Integrità edonista, yes we can.</title>
		<link>http://www.yuriradaelli.it/coscienza-cultura-edonismo/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 13:10:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[diventare felici]]></category>
		<category><![CDATA[l'immaginario]]></category>

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		<description><![CDATA[La coscienza non è culturale, ma culturale è il suo contenuto. L’essere umano è geneticamente programmato per sviluppare il senso del bene e del male: solo in presenza di gravi patologie psicocerebrali scompare il nostro giudice interiore; che poi questa coscienza la si chiami Super Io, imperativo categorico o anima immortale figlia di un padre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La coscienza non è culturale, ma culturale è il suo contenuto. </strong><br />
L’essere umano è geneticamente programmato per sviluppare il senso del bene e del male: solo in presenza di gravi patologie psicocerebrali scompare il nostro giudice interiore; che poi questa coscienza la si chiami Super Io, imperativo categorico o anima immortale figlia di un padre celeste, questo invece sì che dipende dal nostro humus culturale&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’etica sadiana</strong><br />
Ben rappresentata da Alex di Arancia Meccanica, non sfugge all&#8217;ingranaggio coscienziale: perseguire il proprio piacere e potere calpestando la vita degli altri stravolge completamente la scala valoriale del senso comune, ma implica comunque un giudizio morale! Alex (o Marylin Manson, o Dell&#8217;Utri&#8230;) sono liberi di compiere solo il nostro male, il male di molti ma non il male di tutti: non il male di chi amano. E quantomeno amano se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Etica immolativa</strong><br />
L’estremo opposto all’etica sadiana, comune al martire, all&#8217;eroe e al terrorista: è l’amore incondizionato per un soggetto diverso da noi stessi (che sia un dio, la patria o la rivoluzione non cambia) a cui siamo disposti a sacrificare tutto il benessere personale, l’agio, la salute, fino alla stessa nostra sopravvivenza. A ben guardare, una tale ideologia, dal momento che si pone come valore assoluto, comporta il sacrificio di sé <em>e degli altri</em>. Che ti ammazzi un terrorista profondamente convinto che sta compiendo un gesto eroico in difesa del bene assoluto o un mafioso fedele alla cupola&#8230; tu sempre crepato, stai.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rassegnati al grillo parlante che è in te<br />
</strong>Se anche un Freud, ateo figlio del positivismo, dà una fondamentale importanza all’istanza psichica che ci giudica, che ci da il senso del bene e del male, e non la eludono neppure i due antipodi etici dell’edonista radicale e dell’immolato eroico, eh sì&#8230; ce dobbiamo proprio stà!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto sta a trovare l’equilibrio </strong><br />
Tra una sano egoismo e un costruttivo senso del sociale.<br />
E il trucco della menzogna non funziona. Disattendere ai nostri principi morali (quali che siano) ci conduce inesorabilmente al disgusto per noi stessi, anche se riusciamo a ingannare qualunque altra persona con un’immagine di coerenza adamantina. Di fronte al nostro giudice interiore l’unico avvocato difensore è la rimozione – una sorta di menzogna intima – che però ha un effetto devastante: il rimosso non scompare, giace nella nostra carne imputridendo e sabotandoci finché non gli rendiamo giustizia. (Questo è il sapore che rende immortale la tragedia greca)<br />
In altre parole, per sopravvivere a noi stessi, per avere la migliore chance di vivere felici, dobbiamo prendere molto seriamente la faccenda della coerenza…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Integrità minima, ma forte e chiara.</strong><br />
Anche tentare (o meglio essere tentati da) una coerenza assoluta, sistematica, è una nevrosi titanica: perché siamo animali, siamo crocevia di istinti poderosi e selvaggi, che se la ridono dei nostri giudizi e buone intenzioni. (Tu chiamale se vuoi emozioni…)<br />
Pretendere una coerenza normativa assolutista ci conduce dritti all’autodistruzione.<br />
Di fronte a noi stessi, ci conviene sinceramente sforzarci di essere integri, cioé eticamente coerenti, però benevolmente tollerando che partiamo da una, ehm, &#8216;natura naturale&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E la morale della morale?</strong><br />
Principi qui, principi là, etica della vita Vs etica della morte&#8230; mandali pure tutti affanculo, questi sapientoni dell&#8217;acqua al mulino delle lobby, perchè <strong>quello che non ci perdoniamo è di far male a chi amiamo</strong>, questo è il succo! (Il succo dell&#8217;albero del bene e del male!)<br />
Per amare qualcuno &#8211; e non amare sì che è mortale – dobbiamo mettere in conto di sacrificare una parte di noi (tempo, volontà e libertà) da regalare a favore di chi amiamo. Eros è il nome dell’amore quando è desiderio e bisogno, Filia è l’amore dell’affinità; agape, per la tradizione occidentale, è l’amore donativo. Quello che presenta il conto è il terzo, l’amore generoso, la dedizione, l’offrirsi amorevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi conosci sai che io non sono certo dedito ad alberonistici buonismi. Perciò, come dire, se un libero (per non dire libertino) pensatore come Yuri riconosce il valore dell’agape, beh…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma mi raccomando, senza esagerare!</strong><br />
Governati dai più cinici, dai più ambiziosi e viziosi, veniamo bombardati fin da bambini dalla celebrazione della bontà eroica. Nel linguaggio artitotelico: virtù del politico è il cinismo, virtù del popolo è la devozione. Ma neanche per idea&#8230; impegnarsi ad amare generosamente non ha niente a che fare con la mitezza, l’umiltà, la sottomissione verso i troni:  non dobbiamo obbedire a dogmi, ideologie e comandamenti discesi dal cielo, ma amare generosamente le persone concrete con le quali stringiamo dei legami familiari, e che hanno verso di noi la stessa benevola intenzione.</p>
<p style="text-align: center;">Onestà negli intenti<br />
Rispetto egualitario<br />
Disponibilità a darsi</p>
<p style="text-align: justify;">Zacchete! Oplà! Ammazza che semplice, questa morale&#8230; Eppure sono convinto che questi siano gli unici presupposti onesti a partire dai quali fondare un&#8217;etica costruttiva per noi stessi e il nostro prossimo,  una coerenza raggiungibile e equilibrata, ecco; insomma, per integrarci&#8230; ehm&#8230; con integrità.</p>
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		<title>Lady GaGa per esempio.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 20:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[inestetismi]]></category>
		<category><![CDATA[l'immaginario]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovrebbe finire nel cestino mentale della spazzatura pop (ular) e invece no! E qui incomincia il pippone. Il video Bad Romance è la spettacolarizzazione di Lady GaGa come idolo, divorata dai suoi fan. Il contenuto è dejavù, da Warhol a Freddie Mercury, ma il videoclip (ripeto: STANDO AL GENERE) è raccontato bene, con oggetti glamour, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dovrebbe finire nel  cestino mentale della spazzatura <em>pop</em> (<em>ular</em>) e invece no!
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E qui incomincia il pippone.</strong><br />
Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qrO4YZeyl0I" target="_blank">video Bad Romance</a> è la spettacolarizzazione di Lady GaGa come idolo, divorata dai suoi fan. Il contenuto è dejavù, da Warhol a Freddie Mercury, ma il videoclip (ripeto: STANDO AL GENERE) è raccontato bene, con oggetti glamour, fetish, stravaganti e sornioni. Con quel tocco di surrealismo duranduraniano tanto adatto alla nostra epoca di remake, revival e remix.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il messaggio a prescindere dalla Disco.</strong><br />
In <a href="http://www.youtube.com/watch?v=d2smz_1L2_0" target="_blank">Paparazzi</a> la protagonista è Lady GaGa &#8211; essendo sempre lei protagonista di sé stessa e fa bene, l&#8217;egocentrismo è <em>in</em> &#8211; anche se il tema sotterraneo è l&#8217;esorcismo della morte. Che (ed è una pessima scelta, esistenzialmente parlando) lei tenta di realizzare attraverso il feticcio del corpo, dell&#8217;immagine, della bellezza. Però, a parte le bellissime armature, non è divinamente decadente l&#8217;uso delle stampelle con cui zoppica ma così glamour, fetish, icon, symbol, idol?</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%80_rebours" target="_blank"><strong><em>Desesseintes</em></strong></a><br />
Il protagonista di Controcorrente di Huysmans è a letto febbricitante. In una stanza che per assomigliare alla spoglia cella di un monastero, ha le pareti tappezzate di una seta indiana rarissima e cangiante che simula l&#8217;intonaco scrostato e le chiazze di umidità&#8230;<br />
Ho tracimato, Huysmans non viene raggiunto da Lady Gaga, però almeno non è Eros Ramazzotti! (Vorrei capire di più quel malessere che dentro hai tu e altre simili apoteosi della banalità) Lo so non dovrei parlarne male, poverino viene da Spinaceto, però perché non c&#8217;è restato, a Spinaceto, mi chiedo?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non c&#8217;è più grandezza.</strong><br />
No, non c&#8217;è più. Lo scettro della grandezza è passato da Beethoven a Godzilla. Per questo, nella corrente massmediatica &#8211; limacciosa, liquamosa, letamosa &#8211; bisogna come dire: sorridere anche ai ratti. Ma il romanticismo non era già un&#8217;involuzione nostalgica del mondo antico? E gli antichi non erano già degli amanti nostalgici di una sapienza ormai perduta?<br />
Cazzo, mi fa sempre effetto che Platone si riteneva un epigone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il giudizio ha valore in un insieme dato.<br />
</strong>Intendo cioé che un bel cane è bello rispetto all&#8217;insieme dato &#8216;cani della sua razza&#8217;, che un sito è bello relativamente alla pochezza di bellezza anodina che può avere appunto un sito, giusto?<br />
Se quindi prescindiamo dal valore musicale insulso (e dalla compassione umana che si può provare per una tizia multimiliardaria che <a href="http://www.diredonna.it/lady-gaga-ha-un-team-personale-di-acchiappafantasmi-perche-ha-paura-degli-spiriti-3352.html" target="_blank">usa un geiger nelle stanze d&#8217;albergo per disinfestarle dagli spiriti maligni</a>) potremmo allora concludere che, relativamente alle arti minori di massa, se apprezziamo i videoclip GaGa, possiamo perdonarcelo.</p>
<p><strong>Ma Ramazzotti però mai!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Umani. Esageratamente.</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 10:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo che ognuno di noi, sotto sotto, pretende OR sogna OR non sognapiùpernonsoffrirci&#8230; un amore infinito da tutto l’universo. Incominciando dalle persone che più frequentiamo e che quindi ci conoscono meglio. Ma più vivi con qualunque persona e ne approfondisci la conoscenza nel menage quotidiano e più cominci a scoprire, sotto il fascino iniziale: fissazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Credo che ognuno di noi, sotto sotto, pretende OR sogna OR non sognapiùpernonsoffrirci&#8230;<br />
un <strong>amore infinito da tutto l’universo</strong>.<br />
Incominciando dalle persone che più frequentiamo e che quindi ci conoscono meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più vivi con qualunque persona e ne approfondisci la conoscenza nel menage quotidiano e più cominci a scoprire, sotto il fascino iniziale: fissazioni, ottusità, meschinità, infantilismi e indolenze che finiscono per rendertela detestabile o quantomeno <em>sopportabile</em>. Perché <strong>ogni essere umano è una sofisticatissima macchina di sfruttamento</strong>: niente nell’universo, più che un essere umano, è capace di succhiare, sfruttare e sottomettere qualunque cosa gli capiti a tiro, ma non solo cose! In special modo altri esseri viventi; in special modo altri esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’egoismo di ogni essere umano non è sempre molto eclatante perché viene limitato dalla sua debolezza&#8230; le persone comuni sembrano miti ma sono solo rassegnate: se avessero più potere scatenerebbero la stessa brama incontenibile di tradimenti e matrimoni in serie, cupidigia per amore della bella vita, superbia sconfinata e imbarazzante sete di gloria che contagia i potenti. <strong>Ogni nostra virtù ci rende più seducenti e pericolosi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Brama insaziabile&#8230; perché qualunque cosa otteniamo non otteniamo pace: la sete di amore (potere sul cuore di un altro) e di potere (surrogato dell&#8217;amore) è insaziabile, negli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Che la condivisione di vita quotidiana tra due macchine costruite in questo modo porti al logorio e prima o poi al grippaggio della relazione, è una conseguenza aritmetica facile da predire come le tabelline. Per questo solo chi è lontano può amarci: un lettore, un pubblico, i bambini adottati a distanza. Ma è dell’amore del prossimo, del partner, della madre, di figli, fratelli e sorelle che noi abbiamo bisogno: vogliamo essere amati da chi più ci conosce, cioè proprio da quelle persone che ci conoscono troppo bene per lasciarsi incantare! Ecco perché <em>nemo profeta in patria</em>&#8230; perché è più facile fare i guru con gli sprovveduti!</p>
<p style="text-align: justify;">L’unica soluzione è accettarci per quello che siamo e accettare gli altri per quello che sono. Accettare che voler essere amati non significa meritarselo. Che io sono un piccolo Dio ma anche un verme (&#8220;Storie di vermucci, ormai le nostre&#8221; diceva Pirandello nel <em>Mattia Pascal</em>), perciò facendo la media risulto giustappunto quel che dice la biologia: uno scimmiotto, per quanto astuto e scassaballe. E perciò amarmi è difficile, e faticoso. E se voglio essere adorato mi basta amare meno (noi scimmie subiamo il fascino di chi ci domina dall&#8217;alto: il leader politico, la star, il mito religioso) ma se sono adorato &#8211; cioé amato da chi reputo inferiore a me &#8211; mi sento solo. Già, perché che te ne fai dell&#8217;amore di chi non ami?</p>
<p style="text-align: justify;">Mia madre mi ama a determinate condizioni. Suo figlio la ama a determinate condizioni. <strong>Accettare un’amore condizionato</strong> significa partire dal presupposto che se non siamo amati come vogliamo, ne siamo responsabili. E possiamo quindi cambiare la situazione, perché dipende anche da noi: stiamo dando quello che l’altro desidera? Stiamo chiedendo chiaramente ciò di qui abbiamo bisogno? Perché se stiamo lamentandoci tutte le volte ma di cose differenti, stiamo in realtà dicendo: &#8220;il tuo amore non riempie la mia voragine insaziabile” (ovvero ripetendo come una salmodia la nenia che bisbiglia ad ogni battito ogni cuore: voglio più vita, ancora più vita!) Non è così? &#8230;spesso non ci sentiamo amati perché, banalmente, ci aspettiamo un amore che l’altro pur con tutta la buona volontà non è proprio in grado di darci.</p>
<p style="text-align: justify;">Amare è faticoso. Farsi amare, è faticoso&#8230; Amarsi è faticoso. Richiede intelligenza e volontà. Presuppone tanti fallimenti e implica delusioni. E non sarà mai abbastanza: sarà sempre di più il nostro smodato e maledetto bisogno di vita. Ma questo, sono io: una scimmia  braccata dall&#8217;ansia, che si giocherà tutte le carte del mazzo della vita (e pure un paio d&#8217;assi nascosti nella manica) per amare e essere amato. ESAGERATAMENTE.</p>
<p>&#8230;e tu?</p>
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		<title>&#8220;E chi sarebbe schiavo?”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 14:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vediamo&#8230; Compreso me siamo circa 7 miliardi, mio dolce amico. E non contiamo i morti delle ere passate? Siamo schiavi dentro, noi che non abbiamo mai partecipato a una banale orgia sacra; che non abbiamo pianto abbastanza con il principe Miskin; e con Zaratustra, non abbastanza riso. Che non possiamo provare la vera morte due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vediamo&#8230; Compreso me siamo circa 7 miliardi, mio dolce amico. E non contiamo i morti delle ere passate? Siamo schiavi dentro, noi che non abbiamo mai partecipato a una banale orgia sacra; che non abbiamo pianto abbastanza con il principe Miskin; e con Zaratustra, non abbastanza riso. Che non possiamo provare la vera morte due volte: quella che quando mi bacerà io non tornerò più, nel maledetto stupendo universo.<br />
E tanto ti viene negato quanto più, saperlo, ti libererà.</p>
<p>
Che la vita è ora.<br />
Nella carne.</p>
<p></p>
<p>(Non darla agli schiavisti iperuranici: il papa, il gabibbo e la tua squadra del cuore)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>da un <a href="http://www.facebook.com/sognista?v=wall&amp;story_fbid=140534372653823&amp;ref=notif&amp;notif_t=feed_comment" target="_blank">discussione su facebook</a></em></p>
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		<title>Allora: io sono Dio.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 00:13:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma sono lungo a pensare, mi sveglio ora e devo mettere a posto le cose. Primo, definiamo il target Di chi mi occupo? L’umanità, naturalmente e gli annessi e connessi, vale a dire il pianeta. Ma non basta: ci sono i discendenti, da cui ne deriva il valore dell’ambiente. Salviamo poi i pet-net, i mammiferi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ma sono lungo a pensare, mi sveglio ora e devo mettere a posto le cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo, definiamo il target</strong><br />
Di chi mi occupo? L’umanità, naturalmente e gli annessi e connessi, vale a dire il pianeta. Ma non basta: ci sono i discendenti, da cui ne deriva il valore dell’ambiente. Salviamo poi i pet-net, i mammiferi domestici. (Dei tonni non frega un cazzo a nessuno)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E adesso il focus</strong><br />
Beh, innanzitutto garantire la sopravvivenza, a seguire evitare le indicibili sofferenze, se poi mi rimane tempo dare anche un’occhiatina alla qualità di vita. Ma ragionando in grande (sono Dio) esageriamo: felicità per tutti. Quindi diritti civili, ambiente, e un minimo di netiquette per i mammiferi sui generis.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risorse?</strong><br />
Beh, avendo a disposizione l’universo, basta che tiro una freccetta sulla mappa stellare. Ma se invece vogliono tutti restare accalcati su quel pianetino esausto? Sembrerà una cazzata, ma il problema delle risorse si impone. Ecco, facciamo questo esempio: i tuoi genitori hanno avuto, oltre a te e ai tuoi fratelli e sorelle eventuali, altri venti figli. Una pacchia per giocare a palla prigioniera, e ottimo anche quando si è grandi e uno su venti che ti viene a prendere alla stazione lo trovi sempre, ma chi paga? Chi paga la crescita, la salute, la scuola? Chi dedica tempo per educare? Lasciamo perdere la Provvidenza e lo Stato, immaginiamoci che non ci siano aiuti esterni, che non ci sono neanche Io: la torta va divisa in fette più piccole. E la torta non sono i giocattoli ma la tua istruzione, il tuo dentista, il tuo spazio vitale, il tuo tempo. E&#8217; vero che ci sono risorse che non si consumano: l’informazione, ad esempio. Ma altre risorse sono fottutamente materiali, concrete, tangibili ed esauribili.<br />
Ed è qui che intervengo Io, deus ex machina&#8230;</p>
<p><strong>E ti ci invento il Progresso<br />
</strong>Inestinguibile mito carducciano delle ‘magnifiche sorti e progressive”! L’umanità, nella tecnologia (ovvero l’applicazione della ragione alla materia) progredisce. Progredisce l’agraria, la robotica, la medicina. Quindi perché preoccuparci se domani inventeranno il modo per trasformare l’acqua in vino, colonizzare altri pianeti o vivere d’aria?<br />
Ecco. Ma quello che allora mi sfugge, è perché esiste la guerra, la malattia e la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In una parola: il male.</strong><br />
Per qualcuno è solo una banale questione di ridistribuzione: la guerra tocca alla Nigeria, la morte mai a noi, la malattia un po’ per ciascuno che non fa male a nessuno&#8230; Ma l&#8217;umano non funziona così!<br />
Ogni essere umano ha l’assurda pretesa, oltre che sopravvivere e riprodursi, di soddisfare i propri desideri. Assurda pretesa, perché i desideri sono potenzialmente infiniti: per quale ragione dovrei accontentarmi di vivere quarant’anni come nell’ottocento? Perché dovrei rinunciare alla crema da barba o depilatoria? E soprattutto, perché accontentarmi di essere il presidente del consiglio e l’uomo più ricco di Italia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Difetti di fabbrica.</strong><br />
Tutte le forme di vita hanno l’inopportuna tendenza a alimentarsi e crescere. Come i plancton che fanno le barriere coralline. Ma gli umani sono smodati: ognuno di  loro sarebbe Dio come me, se solo potesse. Anche la vecchietta, nel suo piccolo, si incazza: e prende un cagnolino per avere la sua fetta di potere su qualcuno. Perché il vero potere non è sulle risorse materiali ma sulle &#8220;risorse umane&#8221; (così li chiamano, talvolta).<br />
Il potere è politico, è <em>autorità</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aspettando Dio, </strong><br />
Dovranno organizzarci. Anzi, dovrebbero: dovrebbero pianificare la crescita demografica, ridurre l’impatto dei consumi sull’ambiente, incentivare l&#8217;istruzione generale e l&#8217;eticità con un sistema meritocratico pur offrendo ammortizzatori sociali&#8230; dare insomma una testa a questo acefalo smodato. E cosa ci vuole, diamine? E&#8217; dalla fantascienza orwelliana che si preconizza il governo centrale planetario: sarà un Grande Fratello, ma facciamolo e bon!<br />
C’è però della colla che inceppa il mito del progresso umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E la storia insegna&#8230; Ma mai che impari.</strong><br />
Lo slaim che grippa l&#8217;ingranaggio è il privilegio. Qualunque storia, la mia, la tua, quella dell’impero ottomano, arriva a un epigono, poi però nessuno vuole scendere&#8230; ogni esserino, famigliuola, ceto, loggia, regime, si incolla al proprio piccolo o grande potere acquisito e non lo molla. Ecco che il discorso della redistribuzione, collocato non come escamotage per fuggire alla responsabilità della forbice tra risorse e demografia, bensì come propagine della smodatezza umana, acquista un senso: sono i privilegi, quelle forme di potere che rimangono incollate dove non c&#8217;è più merito. E&#8217; che sono fatti così, gli esseri umani, non ci posso mica fare nulla: a ogni rivoluzione segue immancabilmente la restaurazione di una nuova casta; e dire <em>nuova restaurazione</em> è palesare l&#8217;ossimoro di ogni tradizionalismo. (I tradizionalisti non sono dei conservatori, ma dei rivoluzionari: vogliono sovvertire un ordine per ristabilirne uno anteriore) Guarda gli ebrei: dispersi, perseguitati, ammazzati in massa, ma col cavolo che mollano Sion! Quella e la loro terra. Se nel frattempo (giusto quei duemila anni) qualcuno ci si è installato, cazzacci suoi. E come si può emettere un verdetto sulla storia? Con che diritto si appropriano della terra altrui? Ma, d&#8217;altro canto, con che diritto li priviamo di una terra? Ecco l&#8217;esempio lampante della limitatezza delle risorse: non si può scambiare una madre con un&#8217;altra, una terra con un&#8217;altra: per ebrei e palestinesi, la Palestina è la terra dei padri. E scagli la prima pietra solo chi non si incolla al suo pezzettino di terra, alla sua proprietà privata, come fa anche Yuri con quel poco che ha. “E’ mio!” impara a dire il bambino quando scopre che il mondo non gli appartiene come dovrebbe, visto che è Dio pure lui&#8230; Detto in una prospettiva strutturale: il potere tende a consolidare se stesso, ad accentrarsi e creare monopolio, non a &#8216;redistribuirsi&#8217;. Il dilemma: giustizialismo o giustificazionismo globale? Poveracci allora anche gli armieri: cosa dovrebbero fare se non fomentare qualche guerra pur di tirare avanti? E le Chiese, gli vieteremo mica di campare sull’ignoranza del popolo? Che ci fa un pontefice, con lo stato più ricco del pianeta, se poi tutti lo prendessero in giro per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1Vk1BTfAbDc" target="_blank">i comici paramenti?</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La facile via del lato oscuro della Forza.</strong><br />
Darth Wader lo sa di far parte dell’ancième regime. Ma non ci sta. E passa al lato oscuro, cioè alla dissimulazione: non c’è un onesto dittatore che si rispetti che non abbia tentato in tutti i modi di farsi amare dal popolo; da tutti anzi, dal mondo intero. Essere Dio come me, insomma.<br />
Perciò, se i popoli si ostinano a pretendere sti cazzo di diritti umani, i poveri potenti di turno, abbarbicati sui loro scranni vetusti (e la pope-vogue lincata sopra ne è l’esempio italico) muovono freneticamente le leve del potere MA&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;<strong><em>Camuffandosi da buoni pastori.</em></strong><br />
Del gregge padano, condominiale, fino al gregge universale, totale: <em>cattolico</em>, etimologicamente parlando. Ecco perché diavolo in ogni umano cubicolo balugina il sinistro bagliore di un tubo catodico, pardon, dei pixel di un flat screen… Questo è il cinema, baby! Passerelle, premi, palchi, arringhe, tette e sorrisi: il mondo come privilegio e rappresentazione. E infatti disse, Schopenhauer: “<em>Il conflitto interno della volontà, oggettivandosi nelle idee, si manifesta come l’implacabile guerra di sterminio che si fanno a vicenda gli individui.</em>” Le idee, più generalmente la cultura, più socialmente il mondo dello spettacolo. E c&#8217;è del genio, nell&#8217;atavica alleanza trono-altare-podio, questo bisogna riconoscerlo. I mass media diventano un&#8217;arma di condizionamento politico, come <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/in-caso-di-fini-usare-gaucci/" target="_blank">il Giornale di Feltri, che svela il gossip quando è necessario intimidire</a> i libertari del Popolo delle Libertà, che minacciano la monarchia assoluta di cui è cortigiano. Ma l&#8217;Unità non è da meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basterebbe quindi spegnere la televisione, per vedere i re nudi?</strong><br />
Sì.<br />
Secondo me sì. Se io intervenissi a creare uno spartiacque inoltrepassabile  (come feci col mar rosso per impedire il guado all&#8217;esercito egiziano) tra informazione e intrattenimento &#8211; tra pensiero e sentimento &#8211; allora la massa, corpo acefalo dell&#8217;umanità, ragionerebbe e saprebbe: e indi siederebbe al tavolo dei vincitori, con voce in capitolo insieme alla U.S. Army, all&#8217;Opec, alla BCE, al Partito Popolare Cinese e a Ratzinger.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Silenzio un attimo e smettetela di litigare&#8221;</strong><br />
Prego – continua Popolo – di cosa stavate parlando? Conflitto in medio oriente, vediamo… Quello lì è il confine, voi da quella parte non sparate agli ebrei e lei, sign.ra CIA, torni a casa sua. Risolto. Poi. Crisi monetaria? Allora: le banche tornano agli Stati e cambio fisso mondiale. Crisi andata, passiamo all’effetto serra: d’accordo, non faccio più figli per dieci anni, così diamo tempo a Progresso di balzare avanti. Disarmo beh questa è facile, lo fate e basta senò sciopero, e se scioperano sette miliardi di cristi, a voi rimane giusto una cerbottana. La fame in Africa la sistemo domani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A qualcuno piace falso.</strong><br />
Forse un mondo così sarebbe troppo noioso: tutto risolto, nessuna guerra, giusto qualche terremoto senza morti (i grattacieli stanno su a 8 scala Richter, ma non è la fantascienza: è il Giappone) e soprattutto tanta, tanta informazione consapevole.<br />
Troppa.<br />
Dice bene l’agente Smith di Matrix: la gente soffre a non soffrire, che ci fa del paradiso? In paradiso fede e speranza vanno in fumo e proprio non ci riesce, la gente, se non vive in una favola, se non viene ingannata, se non può vedere in televisione i paramenti dei re e potermi dire una preghierina la sera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma se</strong><br />
A) la natura vuole farli proliferare senza scrupoli<br />
B) e il capitalismo ha bisogno di carne da macello<br />
C) i potenti vogliono rimanere avvinghiati al potere dissimulandolo<br />
D) e ogni dannato uomo qualunque preferisce vivere nella favola catodica</p>
<p>Insomma: se siete tutti fottutamente fatti l’un per l’altro, io che ci sto a fare?<br />
Borbottò Dio prima di andarsene alle Canarie.</p>
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