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CRONISTORIA
ETICA E FELICITA'
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7 Marzo
Eternità provvisorie.

L’origine del desiderio di eternità sono i momenti di picco dell’esistenza, che abitualmente chiamiamo felicità. I momenti di intensa felicità vengono seguiti dal terrore: la cognizione dello scorrere inesorabile del tempo terrorizza la persona felice. Quando le tazze sono sporche di caffè, il crepuscolo si inspessisce, le labbra sono doloranti, tumefatte dalla voracità, subentra il disperato tentativo di fermare il tempo.

Ritmo, tic nervosi, scopare: fallimentari tentativi di grippare lo scorrere del tempo. Curvare la retta del tempo in un cerchio è il mito nicciano dell’eterno ritorno, perciò quando inseguiamo la ripetizione, stiamo tentando un’eternità.

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  1. lorenzo dice:

    pensavo, anche al concetto di salvezza misterica legata al concetto di “mito”, che si ripropone inseguendo lo scorrere del tempo.
    Eternità e salvezza.

  2. Aria dice:

    La felicità è un attimo e si protrae nel tempo come un ologramma che provoca continuamente sensazioni ed emozioni al sol pensiero; è il pensiero in se stesso che attiva l’eternità.
    Cercare di modificare o fermare il tempo che scorre, inseguire la ripetizione riempiendolo di surrogati è solo un aver paura della vita e di vivere.
    La semplicità dello scorrere naturale del tempo,insegna che tutto deve andare avanti anche con i suoi mutamenti, esempio lo è il giorno che è “formato” da luce e buio e oggi non è uguale a ieri e non sarà uguale a domani.
    E se tutto fosse statico?! Non avrebbe più senso e sapore la felicità e questa scemerebbe per sempre nella monotonia(finta sicurezza), questo è terrore.
    L’imprevisto, l’ignoto,il non sapere quanto,dove e come sarà, sono questi i pensieri che dovrebbero penetrare l’anima e solo così si assapora, con enorme gusto,ogni respiro, e poi lo scomporre e ricomporre come tanti mattoncini le emozioni passate e presenti,positive e negative che si arriva alla felicità…….e comunque ogni scritto,ogni fotografia,ogni guerra,ogni gesto fatto per rimanere nelle parole,negli scritti,nella memoria dei popoli è il classico desiderio d’essere eterni……L’esempio più evidente è ciò che chiamiamo Dio.

    “DOBBIAMO ASCOLTARE LA VITA” ALDA MERINI

    P.S. ciò che hai scritto il 7 marzo sul blog non lo trovo errato perchè è l’atteggiamento, il pensiero di ciò che si sente e vede intorno a noi.




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