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	<title>Yuriradaelli.it</title>
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	<description>l'introspezione e l'amore come via per diventare più felice.</description>
	<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 10:31:58 +0000</pubDate>
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		<title>“Perché dici che siamo tutti schiavi? Chi sarebbe schiavo?”</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 14:18:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vediamo&#8230; Compreso me siamo circa 7 miliardi, mio dolce amico. E non contiamo i morti delle ere passate? Siamo schiavi dentro, noi che non abbiamo mai partecipato a una banale orgia sacra; che non abbiamo pianto abbastanza con il principe Miskin; e con Zaratustra, non abbastanza riso. Che non possiamo provare la vera morte due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vediamo&#8230; Compreso me siamo circa 7 miliardi, mio dolce amico. E non contiamo i morti delle ere passate? Siamo schiavi dentro, noi che non abbiamo mai partecipato a una banale orgia sacra; che non abbiamo pianto abbastanza con il principe Miskin; e con Zaratustra, non abbastanza riso. Che non possiamo provare la vera morte due volte: quella che quando mi bacerà io non tornerò più, nel maledetto stupendo universo.<br />
E tanto ti viene negato quanto più, saperlo, ti libererà.</p>
<p>
Che la vita è ora.<br />
Nella carne.</p>
<p></p>
<p>(Non darla agli schiavisti iperuranici: il papa, il gabibbo e la tua squadra del cuore)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>da un <a href="http://www.facebook.com/sognista?v=wall&amp;story_fbid=140534372653823&amp;ref=notif&amp;notif_t=feed_comment" target="_blank">discussione su facebook</a></em></p>
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		<title>Allora: io sono Dio.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 00:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ma sono lungo a pensare, mi sveglio ora e devo mettere a posto le cose.
Primo, definiamo il target
Di chi mi occupo? L’umanità, naturalmente e gli annessi e connessi, vale a dire il pianeta. Ma non basta: ci sono i discendenti, da cui ne deriva il valore dell’ambiente. Salviamo poi i pet-net, i mammiferi domestici. (Dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ma sono lungo a pensare, mi sveglio ora e devo mettere a posto le cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Primo, definiamo il target</strong><br />
Di chi mi occupo? L’umanità, naturalmente e gli annessi e connessi, vale a dire il pianeta. Ma non basta: ci sono i discendenti, da cui ne deriva il valore dell’ambiente. Salviamo poi i pet-net, i mammiferi domestici. (Dei tonni non frega un cazzo a nessuno)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E adesso il focus</strong><br />
Beh, innanzitutto garantire la sopravvivenza, a seguire evitare le indicibili sofferenze, se poi mi rimane tempo dare anche un’occhiatina alla qualità di vita. Ma ragionando in grande (sono Dio) esageriamo: felicità per tutti. Quindi diritti civili, ambiente, e un minimo di netiquette per i mammiferi sui generis.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risorse?</strong><br />
Beh, avendo a disposizione l’universo, basta che tiro una freccetta sulla mappa stellare. Ma se invece vogliono tutti restare accalcati su quel pianetino esausto? Sembrerà una cazzata, ma il problema delle risorse si impone. Ecco, facciamo questo esempio: i tuoi genitori hanno avuto, oltre a te e ai tuoi fratelli e sorelle eventuali, altri venti figli. Una pacchia per giocare a palla prigioniera, e ottimo anche quando si è grandi e uno su venti che ti viene a prendere alla stazione lo trovi sempre, ma chi paga? Chi paga la crescita, la salute, la scuola? Chi dedica tempo per educare? Lasciamo perdere la Provvidenza e lo Stato, immaginiamoci che non ci siano aiuti esterni, che non ci sono neanche Io: la torta va divisa in fette più piccole. E la torta non sono i giocattoli ma la tua istruzione, il tuo dentista, il tuo spazio vitale, il tuo tempo. E&#8217; vero che ci sono risorse che non si consumano: l’informazione, ad esempio. Ma altre risorse sono fottutamente materiali, concrete, tangibili ed esauribili.<br />
Ed è qui che intervengo Io, deus ex machina&#8230;</p>
<p><strong>E ti ci invento il Progresso<br />
</strong>Inestinguibile mito carducciano delle ‘magnifiche sorti e progressive”! L’umanità, nella tecnologia (ovvero l’applicazione della ragione alla materia) progredisce. Progredisce l’agraria, la robotica, la medicina. Quindi perché preoccuparci se domani inventeranno il modo per trasformare l’acqua in vino, colonizzare altri pianeti o vivere d’aria?<br />
Ecco. Ma quello che allora mi sfugge, è perché esiste la guerra, la malattia e la morte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In una parola: il male.</strong><br />
Per qualcuno è solo una banale questione di ridistribuzione: la guerra tocca alla Nigeria, la morte mai a noi, la malattia un po’ per ciascuno che non fa male a nessuno&#8230; Ma l&#8217;umano non funziona così!<br />
Ogni essere umano ha l’assurda pretesa, oltre che sopravvivere e riprodursi, di soddisfare i propri desideri. Assurda pretesa, perché i desideri sono potenzialmente infiniti: per quale ragione dovrei accontentarmi di vivere quarant’anni come nell’ottocento? Perché dovrei rinunciare alla crema da barba o depilatoria? E soprattutto, perché accontentarmi di essere il presidente del consiglio e l’uomo più ricco di Italia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Difetti di fabbrica.</strong><br />
Tutte le forme di vita hanno l’inopportuna tendenza a alimentarsi e crescere. Come i plancton che fanno le barriere coralline. Ma gli umani sono smodati: ognuno di  loro sarebbe Dio come me, se solo potesse. Anche la vecchietta, nel suo piccolo, si incazza: e prende un cagnolino per avere la sua fetta di potere su qualcuno. Perché il vero potere non è sulle risorse materiali ma sulle &#8220;risorse umane&#8221; (così li chiamano, talvolta).<br />
Il potere è politico, è <em>autorità</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aspettando Dio, </strong><br />
Dovranno organizzarci. Anzi, dovrebbero: dovrebbero pianificare la crescita demografica, ridurre l’impatto dei consumi sull’ambiente, incentivare l&#8217;istruzione generale e l&#8217;eticità con un sistema meritocratico pur offrendo ammortizzatori sociali&#8230; dare insomma una testa a questo acefalo smodato. E cosa ci vuole, diamine? E&#8217; dalla fantascienza orwelliana che si preconizza il governo centrale planetario: sarà un Grande Fratello, ma facciamolo e bon!<br />
C’è però della colla che inceppa il mito del progresso umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E la storia insegna&#8230; Ma mai che impari.</strong><br />
Lo slaim che grippa l&#8217;ingranaggio è il privilegio. Qualunque storia, la mia, la tua, quella dell’impero ottomano, arriva a un epigono, poi però nessuno vuole scendere&#8230; ogni esserino, famigliuola, ceto, loggia, regime, si incolla al proprio piccolo o grande potere acquisito e non lo molla. Ecco che il discorso della redistribuzione, collocato non come escamotage per fuggire alla responsabilità della forbice tra risorse e demografia, bensì come propagine della smodatezza umana, acquista un senso: sono i privilegi, quelle forme di potere che rimangono incollate dove non c&#8217;è più merito. E&#8217; che sono fatti così, gli esseri umani, non ci posso mica fare nulla: a ogni rivoluzione segue immancabilmente la restaurazione di una nuova casta; e dire <em>nuova restaurazione</em> è palesare l&#8217;ossimoro di ogni tradizionalismo. (I tradizionalisti non sono dei conservatori, ma dei rivoluzionari: vogliono sovvertire un ordine per ristabilirne uno anteriore) Guarda gli ebrei: dispersi, perseguitati, ammazzati in massa, ma col cavolo che mollano Sion! Quella e la loro terra. Se nel frattempo (giusto quei duemila anni) qualcuno ci si è installato, cazzacci suoi. E come si può emettere un verdetto sulla storia? Con che diritto si appropriano della terra altrui? Ma, d&#8217;altro canto, con che diritto li priviamo di una terra? Ecco l&#8217;esempio lampante della limitatezza delle risorse: non si può scambiare una madre con un&#8217;altra, una terra con un&#8217;altra: per ebrei e palestinesi, la Palestina è la terra dei padri. E scagli la prima pietra solo chi non si incolla al suo pezzettino di terra, alla sua proprietà privata, come fa anche Yuri con quel poco che ha. “E’ mio!” impara a dire il bambino quando scopre che il mondo non gli appartiene come dovrebbe, visto che è Dio pure lui&#8230; Detto in una prospettiva strutturale: il potere tende a consolidare se stesso, ad accentrarsi e creare monopolio, non a &#8216;redistribuirsi&#8217;. Il dilemma tra giustizialismo e giustificazionismo: poveracci allora anche gli armieri: cosa dovrebbero fare se non fomentare qualche guerra pur di tirare avanti? E le Chiese, gli vieteremo mica di campare sull’ignoranza del popolo? Che ci fa un pontefice, con lo stato più ricco del pianeta, se poi tutti lo prendessero in giro per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1Vk1BTfAbDc" target="_blank">i comici paramenti?</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La facile via del lato oscuro della Forza.</strong><br />
Darth Wader lo sa di far parte dell’ancième regime. Ma non ci sta. E passa al lato oscuro, cioè alla dissimulazione: non c’è un onesto dittatore che si rispetti che non abbia tentato in tutti i modi di farsi amare dal popolo; da tutti anzi, dal mondo intero. Essere Dio come me, insomma.<br />
Perciò, se i popoli si ostinano a pretendere sti cazzo di diritti umani, i poveri potenti di turno, abbarbicati sui loro scranni vetusti (e la pope-vogue lincata sopra ne è l’esempio italico) muovono freneticamente le leve del potere MA&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;<strong><em>Camuffandosi da buoni pastori.</em></strong><br />
Del gregge padano, condominiale, fino al gregge universale, totale: <em>cattolico</em>, etimologicamente parlando. Ecco perché diavolo in ogni umano cubicolo balugina il sinitro bagliore di un tubo catodico, pardon, dei pixel di un flat screen… Questo è il cinema, baby! Passerelle, premi, palchi, arringhe, tette e sorrisi: il mondo come privilegio e rappresentazione. E infatti disse, Schopenhauer: “<em>Il conflitto interno della volontà, oggettivandosi nelle idee, si manifesta come l’implacabile guerra di sterminio che si fanno a vicenda gli individui.</em>” Le idee, più generalmente la cultura, più socialmente il mondo dello spettacolo. E c&#8217;è del genio, nell&#8217;atavica alleanza trono-altare-podio, questo bisogna riconoscerlo. I mass media diventano un&#8217;arma di condzionamento politico, come <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/08/in-caso-di-fini-usare-gaucci/" target="_blank">il Giornale di Feltri, che svela il gossip quando è necessario intimidire</a> i libertari del Popolo delle Libertà, che minacciano la monarchia assoluta di cui è cortigiano. Ma l&#8217;Unità non è da meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basterebbe quindi spegnere la televisione, per vedere i re nudi?</strong><br />
Sì.<br />
Secondo me sì. Se io intervenissi a creare uno spartiacque inoltrepassabile  (come feci col mar rosso per impedire il guado all&#8217;esercito egiziano) tra informazione e intrattenimento - tra pensiero e sentimento - allora la massa, corpo acefalo dell&#8217;umanità, ragionerebbe e saprebbe: e indi siederebbe al tavolo dei vincitori, con voce in capitolo insieme alla U.S. Army, all&#8217;Opec, alla BCE, al Partito Popolare Cinese e a Ratzinger.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Silenzio un attimo e smettetela di litigare&#8221;</strong><br />
Prego – continua Popolo – di cosa stavate parlando? Conflitto in medio oriente, vediamo… Quello lì è il confine, voi da quella parte non sparate agli ebrei e lei, Signorina CIA, torni a casa sua. Risolto. Poi. Crisi monetaria? Allora: le banche tornano agli Stati e cambio fisso mondiale. Crisi andata, passiamo all’effetto serra: d’accordo, non faccio più figli per dieci anni, così diamo tempo a Progresso di balzare avanti. Disarmo beh questa è facile, lo fate e basta senò sciopero, e se scioperano sette miliardi di cristi, a voi rimane giusto una cerbottana. La fame in Africa la sistemo domani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A qualcuno piace falso.</strong><br />
Forse un mondo così sarebbe troppo noioso: tutto risolto, nessuna guerra, giusto qualche terremoto senza morti (i grattacieli stanno su a 8 scala Richter, ma non è la fantascienza: è il Giappone) e soprattutto tanta, tanta informazione consapevole.<br />
Troppa.<br />
Dice bene l’agente Smith di Matrix: la gente soffre a non soffrire, che ci fa del paradiso? In paradiso fede e speranza vanno in fumo e proprio non ci riesce, la gente, se non vive in una favola, se non viene ingannata, se non può vedere in televisione i paramenti dei re e potermi dire una preghierina la sera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma se</strong><br />
A) la natura vuole farli proliferare senza scrupoli<br />
B) e il capitalismo ha bisogno di carne da macello<br />
C) i potenti vogliono rimanere avvinghiati al potere dissimulandolo<br />
D) e ogni dannato uomo qualunque preferisce vivere nella favola catodica</p>
<p>Insomma: se siete tutti fottutamente fatti l’un per l’altro, io che ci sto a fare?<br />
Borbotta Dio, prima di andarsene alle Canarie.</p>
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		<title>La dignità di una fettina di torta</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Patto sociale, stato di diritto, equità fiscale&#8230;
L’ingranaggio giuridico delle nostre democrazie si fregia del titolo: ‘la Giustizia’.
Secondo me sarebbe più corretto chiamarlo ‘la padella’, per distinguerlo dagli ingranaggi di controllo sociale dei regimi non democratici, che definirei ‘la brace’.
1) Lavorare cinque gg. su sette per undici mesi è giusto?
Se ti guardi in giro (a volo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
Patto sociale, stato di diritto, equità fiscale&#8230;<br />
L’ingranaggio giuridico delle nostre democrazie si fregia del titolo: ‘la Giustizia’.<br />
Secondo me sarebbe più corretto chiamarlo ‘la padella’, per distinguerlo dagli ingranaggi di controllo sociale dei regimi non democratici, che definirei ‘la brace’.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1) Lavorare cinque gg. su sette per undici mesi è giusto?</strong><br />
Se ti guardi in giro (a volo d’aquila), la maggioranza delle persone non ha un corpo atletico: ha un corpo boviniforme. Qualcuno si ostina a pensare che siamo a immagine di Dio (Dio mio, che pena mi fai a immaginarti crocifisso obeso: oltre il danno anche la beffa) ma certamente nessuno si sogna che discendiamo dalle mucche. Siamo mediamente deformi perché il nostro corpo è costruito per muoversi, camminare, arrampicarsi: non per stare otto fottute ore stravaccati su una seggiola. (La brace in tal caso è avere il culto nipponico del lavoro o l’assenza di sindacati come in Cina o nel Cile del fu Pinochet)<br />
Ma quanto tempo abbiamo per noi stessi? Se escludiamo l’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orario_di_lavoro" target="_blank">orario di lavoro</a>, l’ora di traffico quotidiana, i mestieri di casa il sabato mattina e le numerose vessazioni amministrative, code in posta e al supermercato, (e non voglio considerare le ordinarie calamità: figli, genitori anziani, influenze e scioperi dei mezzi) ci rimangono 5 ore tutte nostre, di cui almeno una la passiamo a mangiare e cagare.<br />
La libertà di cui godiamo corrisponde esattamente alle <a href="http://www.localport.it/carcere/home/regolamento.asp"  target="_blank">ore d’aria dei detenuti di un carcere</a>: 4 ore di vita al giorno. (E magari due di queste quattro ore… ancora una volta stravaccati davanti a una pay TV!)<br />
La cosa più assurda è che la disoccupazione è all’8%. (Ed è da starci allegri, la Spagna è al 20%) Non sarebbe allora più carino lavorare meno e lavorare tutti? Impossibile, se la gente comune come noi guadagna 20 mila euro all&#8217;anno <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2010/07/07/64468/ocse-disoccupazione-italia-78-salari-ultimi-posti"  target="_blank">(la media di 30 mila euro annue comprende anche Tronchetti Provera)</a> e il costo di un affitto a Milano (per non parlar del mutuo) è di 10 mila. (Ach, gli affitti non scioperano!)<br />
E’ il bello è che farci lavorare è un favore&#8230; Mi viene in mente quando da bambino mi dicevano “non lasciare gli avanzi nel piatto, pensa ai negretti dell’Africa” che oggi è evoluta in: “non lamentarti delle tue ore d’aria, pensa ai cinesi che non hanno manco i sindacati!”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2) il 50% del nostro lavoro va allo Stato, non al datore di lavoro</strong><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZtwOkjIpoZI" target="_blank">Berlusconi dice che pagare il 50% di tasse è disonesto e da il diritto a evadere</a>… Il fatto è che se a un’azienda costi più del 50%, è ovvio che ti retribuisce meno… Ugualmente, la mia partita iva ha tasse del 50%, ma siccome non ho il potere mediatico e legale di Berlusconi per esportare capitali in società off-shore, se produco il nero esco dalle medie di settore. (E scatta quasi automatico il controllo fiscale, il quale di per sé è sempre un enorme danno economico anche se non avessi mai fatto nulla di irregolare perché per l’<a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE59902J20091010" target="_blank">inversione dell’onere della prova</a> sono obbligato a provare la mia innocenza producendo dei giustificativi complessi e onerosi che mi devasterebbero, e che non vengono risarciti qualora provassi la mia innocenza.)<br />
Però nelle mie fatture sono tenuto a indicare il dettaglio delle voci. Invece le tasse, sono totalmente anonime: Irpef, Ilor, Irap e Irpeg sono i nomi degli Avatar alieni che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_raeliano" target="_blank">qualche credulone</a> pensa essere all’origine dell’esistenza della nostra specie. Sì certo, sono le imposte sui redditi, consumi, immobili, auto, spazzatura, ma usati come, da chi e per cosa? Come mai non ci viene fatto un bel consuntivo, indicando la percentuale utilizzata per l’Esercito, quella che finisce in tasca al Governo e alla Chiesa, e quella effettivamente utilizzata l’anno precedente o in previsione per l’anno in corso, necessaria all’erogazione di servizi e sovrastrutture, o impiegata nella cultura? Non pretendo sapere addirittura per quali enti, regioni, ponti, ministeri, guerre: solo qualche cifra generale… Ma scritta nell&#8217;Unico 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3) Pagare le imposte sul reddito e poi pagarle sui consumi significa pagare due volte</strong><br />
L’IVA è un’imposta sui consumi, ma poi c’è l’ICI sugli immobili, il bollo dell’auto, dei tabacchi, dei titoli, le marche da bollo, le rette scolastiche… E dopo aver pagato le imposte allo Stato, alla Provincia, al Comune e per ogni cosa che si produce, possiede e consuma, saliamo su un tram e paghiamo ancora il biglietto? Io credo che ridendo e scherzando (si fa per dire) lo Stato incamera i tre quarti del nostro lavoro, cioé del nostro tempo, impegno, capacità, energia: i tre quarti della nostra vita, insomma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4) Stato Vs cittadino</strong><br />
Che lo Stato sia contro di noi è lampante. Se tu sbagli qualcosa, prendi una multa, una sanzione, la galera, insomma la paghi. L’altro giorno passavo con la mia ragazza spagnola in via Torino: stavamo attraversando le strisce, eravamo a metà della strada. Un’auto della polizia ci blocca lì passandoci davanti, sulle strisce, quieta e solenne come un carro funebre. Il poliziotto alla guida ci getta un’occhiata che esprimeva più o meno: ‘so che siete due farabutti e avete la mariuana da qualche parte, ma sono al telefono e c’è caldo, quindi per questa volta la passate liscia’. Effettivamente guidava con la mano del cambio che reggeva all’orecchio un cellulare. Qui non si tratta di ‘mele marce’: si tratta di strumenti di diritto. Cosa avrei potuto fare? Registrarlo con un telefonino? E’ vietato riprendere le forze dell’ordine durante l’esercizio delle loro funzioni. La mia parola contro la sua? No comment. Prendere il numero di targa? Sporgere denuncia? Ma figuriamoci se, a fronte delle ben più gravi ingiustizie, si potesse perdere tempo per una sciocchezza simile! Non so se anche tu hai mai avuto a che fare con l’Agenzia delle Entrate: dalle nove di mattina code interminabili, codici assurdi, protocolli kafkiani… Ma non esiste da nessuna parte una specie di ufficio reclami a cui scrivere: facciamola finita, ditemi quanto devo pagare ma non fatemi perdere tempo, fatemi pagare online e sparite! Quando lo Stato deve prendere soldi, funziona come un buldozer: cartelli di divieti, multe, Erario. Quando si tratta di adozioni, inquinamento, degrado, vigilanza, burocrazia, sei solo contro una macchina dagli ingranaggi anonimi e fatali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5) gioie e dolori della vita metroquotidiana</strong><br />
Le città aumentano e tendono a unirsi ai comuni senza soluzione di continuità creando un mantello ininterrotto di cemento, come nella provincia di Milano, Calcutta, Rio. La creazione di loculi abitativi ortogonali disposti l’uno sull’altro, lo sviluppo verticale degli edifici, marciapiedi e regole stradali, sono conseguenze di una razionalizzazione necessaria a permettere la convivenza di individui superiore ai 500 abitanti per chilometro quadrato (dieci volte la media globale). Milano ha una densità demografica di 7.123 abitanti per km², superiore perfino a New York, che però ha il quadruplo degli abitanti. Certamente sono molti i benefici conseguenti al traffico stradale, come gli incidenti; alla folla pedonale, come l’anonimia; all’asfaltizzazione, come l’effetto isola di calore; alla contaminazione atmoferica e acustica, come il cancro e le malattie cardiovascolari dovute allo stress e il disfacimento dell’ecoclima. Tutto questo crea molti benefici, dicevo: per zanzare, mosche, topi, scarafaggi e piccioni, i quali trovano in città un ambiente di proliferazione ideale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6) Alimentazione industriale</strong><br />
Non sarò mai io a rimpiangere un passato bucolico - del resto mai esistito - o a demonizzare l’avanzamento tecnologico, che pure nella produzione alimentare ha raggiunto poderosi progressi; ma a osservare come questi progressi si indirizzano alla fabbricazione di prodotti alimentari sempre più gustosi ma malnutrienti. Sale, zucchero e conservanti sono presenti ovunque, dagli affettati ai biscotti. Perfino il pane è reso bianco da un colorante autorizzato. Gli OGM, sui quali in linea di principio non avrei nulla da dissentire, sono la risposta alla crescita della domanda mondiale; com’è che allora la sovrapproduzione costringe la cenerizzazione di tonnellate di cibo?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripassino finale</strong><br />
Perché lavoriamo tutto il giorno pur esistendo un alto tasso di disoccupazione?<br />
Perché veniamo costretti ad ammazz – ops: ammassarci nelle città nell’era di internet?<br />
Perché lo Stato ha bisogno dei tre quarti del nostro lavoro e ciononostante il debito pubblico aumenta e i servizi erogati non rispondono al cittadino?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La risposta è semplice:</strong><br />
E’ il parlamento, che dovrebbe difendere i cittadini, che gli conferiscono potere: sovrintendendendo all&#8217;applicazione dei diritti costituzionali e garantendo l’equità sociale tra il singolo individuo e i potenti, le holding, le grandi compagnie, i trust, i colossi, la banca, le corporation, la grande azienda, la grande industria, il grande capo, la grande potenza, the big one, insomma gli ingranaggi anonimi.<br />
Invece si accorda con i potenti per spartirsi la torta.<br />
Noi siamo la torta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi che faccio?</strong><br />
Beh, a parte vivere piacevolmente alle Canarie e studiare su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Essere_umano" target="_blank">Wikipedia</a>, sfrutto la mia intelligenza per emanciparmi dai condizionamenti della cultura televisiva, quali: &#8217;se lavoro poco valgo poco, senza auto è impossibile, se non faccio un figlio adesso allora quando, se pensi male di Berlusconi sei di sinistra, l&#8217;aspettativa di vita tanto aumenta sempre, non è che siamo in troppi è che le risorse sono mal distribuite, in fondo qualcosa dopo la morte deve pur esserci.&#8217;</p>
<p><strong>La consapevolezza è una fottuta questione di dignità.</strong></p>
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		<title>Urlare la bestiale volontà di vita.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 16:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La città è piacevolmente sgombra. Purtroppo non per via della peste, ma solo di una breve partita. All&#8217;improvviso si sente un boato collettivo esalare in lontananza, come un lento fungo atomico; a cui fa seguito il soprano di un qualche adolescente limitrofo, che urla a squarciagola questa aliena parola: &#8216;goal&#8217;. Una parola dal significato tecnico: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La città è piacevolmente sgombra. Purtroppo non per via della peste, ma solo di una breve partita. All&#8217;improvviso si sente un boato collettivo esalare in lontananza, come un lento fungo atomico; a cui fa seguito il soprano di un qualche adolescente limitrofo, che urla a squarciagola questa aliena parola: &#8216;goal&#8217;. Una parola dal significato tecnico: la palla in rete nel gioco del football&#8230; Ma a me sconcerta come se sentissi urlare, in una sala congressi: Uuuuuuusb! Maaaaaac!<br />
Perché che sia un campo d&#8217;erba, una scacchiera o la gestione delle risorse di un pc, non fa differenza: sono sempre <strong><em>scenari proiettivi</em></strong>.<br />
In quell&#8217;urlo la parola era solo un pretesto: il goal dell&#8217;Italia (è l&#8217;Italia, giusto?) è una scusa per poter urlare a squarciagola la propria ruggente volontà di potenza, la propria folle rabbia e il disperato anelito di vita. Immagino che urlassero allo stesso modo, le orde popolari eccitate intorno al falò di una ragazza, fino a due secoli fa, usando al posto di &#8220;goal&#8221;: <em>morte alla strega!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Condividiamo tutti le medesime pulsioni bestiali</strong><br />
Anche io una volta ho urlato la mia brama di vita e il mio dolore esistenziale, correndo in bicicletta in mezzo a campi di spighe saturi di pesante sole. Urlare a squarciagola è anche un utile esercizio nella terapia di gruppo e nel training attoriale.<br />
Non esiste la stirpe di Caino: siamo tutti figli di caino, figli di un primate bramoso di vita e folle di paura per la morte. Forse però, prendendone coscienza, potremmo talvolta essere, oltre che bestie, <em>anche</em> esseri umani.</p>
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		<title>Ferrara, intelligenza emotiva e ipocrisia.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:29:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel mio pantheon, Giuliano Ferrara è il genio del male.
Genio, sicuramente: coltissimo e a conoscenza dei sottofondi più segreti della storia, esperto dialettico, graffiante giornalista.
Del male, perché il suo intelletto è al servizio di una corona per il proprio successo.

Opinione personale sulla base di indizi, non teoria scientifica basata su fatti.
L&#8217;indizio numero 1 è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mio pantheon, Giuliano Ferrara è il genio del male.<br />
Genio, sicuramente: coltissimo e a conoscenza dei sottofondi più segreti della storia, esperto dialettico, graffiante giornalista.<br />
Del male, perché il suo intelletto è al servizio di una corona per il proprio successo.<br />
<strong><br />
Opinione personale sulla base di indizi, non teoria scientifica basata su fatti.</strong><br />
L&#8217;indizio numero 1 è che ha cambiato radicalmente pensiero, da Lotta Continua fino a Teocons sempre in  perfetta sincronia con il mainstream. Se in un domani fantastorico (e più raccapricciante dell&#8217;attualità!) l&#8217;Italia fosse governata da uno sceicco, avrebbe una kefia sul capo e l&#8217;occidente al centro dei suoi strali.<br />
Ciò che mi spaventa, di lui, è la furia con la quale sbrana. Cattivo è colui che è schiavo. Ferrara è schiavo della sua voracità del successo, che lo rende scanzonato nel saltare sulla cordata vincente, e nel quantempo inflessibile assolutista a proclamare un&#8217;unica verità contro gli imperi del male: gli invisi a chi regna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Come è possibile che un uomo così dotato intellettualmente soffra di obesità?</strong><br />
Trovo volgare, che venga deriso per questo: è un giornalista, e come tale va giudicato per quello che dice o per le azioni politiche, non per le sue debolezze personali.<br />
Se ne parlo, quindi, è soltanto per suggerirti di osservare come un&#8217;imensa cultura, una rara intelligenza e il successo, non portano necessariamente a sviluppare una personalità emotivamente matura e una vita sana. Si potrebbe fare lo stesso esempio per gli idoli del rock bruciati dagli stupefacenti o gli artisti spenti dall&#8217;AIDS.<br />
La dipendenza da comportamenti squilibrati non va però stigmatizzata per il piacere che comporta, ma solo per la schiavitù, che comporta: se ad esempio un uomo di successo potrebbe permettersi l&#8217;uso di cocaina e, con l&#8217;opportuno autocontrollo e il denaro garantirsi una vita comunque libera e lunga, avrebbe a mio parere raggiunto - in questo - un completo successo feliciologico.<br />
<strong><br />
A scrivere è una persona nicotinadipendente.</strong><br />
Ho smesso di fumare sigarette e<a href="http://www.yuriradaelli.it/?p=137"> uso da due anni la pipa a vapore</a>, un apparato elettronico in grado di fornirmi il piacere del fumo e la nicotina senza combustione, quindi limitando la nocività alla sola nicotina. Mi considero furbo, ad aver scelto la pipa elettronica: posso godermi il fumo con danni estremamente limitati.<br />
Ma non libero: sono schiavo di un vizio.<br />
E questo mi pone non sopra, ma a fianco di Ferrara: sono simile a lui nella sua debolezza, mentre ben al di sotto di lui, volendo fare sterili confronti, in quanto a cultura e intelligenza.<br />
Ti ho fatto questa confessione non per persuaderti delle mie opinioni, ma solo nella speranza di essere meno ipocrita possibile. Dammi pure del cretino, dello sfigato, del narcisista o dell&#8217;ignorante.<br />
Ma non dell&#8217;ipocrita.<br />
Nessuna offesa mi ferirebbe di più.</p>
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		<title>La Chiesa, il potere, la qualità della vita.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 15:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Perché il Vaticano condanna così fieramente aborto e contraccezione?
La spiegazione teologica non mi ha mai convinto del tutto: riguardo all’aborto, la dottrina cattolica stabilisce la presenza di un’anima immortale nell’embrione, ma questo può dividersi e dare vita a due gemelli omozigoti. Scredita l’efficacia del preservativo e lo vieta anche all’interno del matrimonio, (come anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Perché il Vaticano condanna così fieramente aborto e contraccezione?</strong><br />
La spiegazione teologica non mi ha mai convinto del tutto: riguardo all’aborto, la dottrina cattolica stabilisce la presenza di un’anima immortale nell’embrione, ma questo può dividersi e dare vita a due gemelli omozigoti. Scredita l’efficacia del preservativo e lo vieta anche all’interno del matrimonio, (come anche la pillola anticoncezionale) ma ammette Ogino-Knaus e metodi di prevenzione delle nascite basati sull’esclusione dei giorni fecondi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che impatto ha il benessere materiale e l’istruzione laica sull’autorità religiosa?</strong><br />
Nelle nazioni, epoche e classi dove si diffonde benessere materiale e istruzione laica, la società si secolarizza, cioé l’autorità religiosa perde influenza nelle scelte quotidiane delle persone. Perciò, ragionando cinicamente, un modo per conservare l&#8217;autorità del Vaticano potrebbe essere la disincentivazione del benessere materiale e dell’istruzione laica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i fattori che concorrono a sviluppare benessere e istruzione?</strong><br />
L’istruzione laica si può diffondere principalmente dalla scuola pubblica.<br />
Riguardo al benessere, un elemento determinante nel miglioramento delle condizioni economiche di un individuo è la disponibilità di un capitale familiare, cioé delle risorse investibili su di lui da parte dei genitori, e poter ad esempio proseguire studi e specializzazioni, subentrare in un’impresa familiare già avviata, o ricevere una casa o un aiuto per acquistarla, che quindi gli preserverebbe una parte dei propri guadagni per una più alta qualità di vita materiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual’è il modello etico promosso dalla Chiesa?</strong><br />
La condanna dei metodi anticoncezionali e dell’aborto, e la speculare esaltazione del matrimonio e della prolificità, sono i principi etici fondamentali per promuovere la famiglia come primo orizzonte sociale dell&#8217;individuo, eticamente e cronologicamente. La donna ideale promossa dalla Chiesa è, in effetti, principalmente moglie e madre. Allo stesso modo, il modello ideale propugnato dalla Chiesa all&#8217;uomo non è un single professionista dedito agli affari e alla piacevolezza del vivere, ma un padre e marito, che vive la propria sessualità e concepisce il proprio lavoro nell&#8217;orizzonte di una famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questione di gerarchie</strong><br />
Spesso noto che si contrappone l&#8217;edonismo individualista ai valori familiari. A mio parere, invece, la società secolarizzata non esclude la famiglia (mi viene in mente l&#8217;esigenza del riconoscimento delle coppie di fatto o dei matromoni gay) ma ad essa semplicemente <em>antepone</em> la realizzazione e il piacere del vivere: avere un figlio, in un&#8217;etica laica, è un desiderio che viene concepito dopo e a condizione che siano già soddisfatti altri criteri edonistici, quali ad esempio il benessere materiale, la realizzazione artistica, la propria carriera o i propri interessi culturali, a seconda delle proprie personali predilezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Chiesa e la qualità della vita</strong><br />
La condanna dell’aborto fin dal primo istante, (condanna recentissima nella storia della Chiesa) la disincentivazione  del preservativo e gli ideali cattolici concorrono sistematicamente, mi sembra, a promuovere la creazione della famiglia prima e maggiormente rispetto alla coltivazione del benessere  e di un&#8217;istruzione avanzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Chiesa e il potere</strong><br />
Ribaltando i termini, la dottrina sociale cattolica favorisce l’autorità sociale del Vaticano.<br />
Perciò, il suo potere. Ma lascio la conclusione al lettore illuminato.</p>
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		<title>Il falso liberismo delle multinazionali.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Lo so, lo so, già solo a parlare di &#8216;multinazionali&#8217; si rischia di fare del qualunquismo.
Infatti non è mia intenzione individuare il grande Vecchio, ma solo riflettere sulla società in cui vivo. Che forse è la migliore. Che forse è l&#8217;unica possibile.
Ma che è diversa da quello che dice essere.
Parto da un caso concreto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo so, lo so, già solo a parlare di &#8216;multinazionali&#8217; si rischia di fare del qualunquismo.<br />
Infatti non è mia intenzione individuare il grande Vecchio, ma solo riflettere sulla società in cui vivo. Che forse è la migliore. Che forse è l&#8217;unica possibile.<br />
Ma che è diversa da quello che dice essere.</p>
<p style="text-align: justify;">Parto da un caso concreto che mi riguarda.<br />
Fumavo 10/12 sigarette al giorno, fiato corto, bruciore alla gola, dipendenza. Da quasi un anno sono passato alla sigaretta elettronica. Non mi dilungo, fatto sta che ora non fumo più, il fiato va benissimo e mi godo una fantastica e-pipa dalla mattina alla sera, sfiziandomi con aromi tra i più esotici. (Il mio preferito è &#8216;marzapane&#8217;)</p>
<p>Chi non mi conosce penserà: il solito originale!<br />
Chi invece mi conosce penserà: il solito Yuri!</p>
<p>D&#8217;accordo, però di &#8216;originali&#8217; che si godono il gusto di fumare (con aroma intenso e sbuffi di fumo da drago) senza patirne i pesanti effetti tossici, ce ne sono al mondo altri 10 milioni. (tra cui <a href="http://www.vapeatron.com/attachments/259d1236708462-leonardo-dicaprio-smoking-bicycle-10.jpg" target="_blank">Leonardo di Caprio</a>)<br />
Niente però in confronto al miliardo e passa di fumatori tradizionali. Perché?<br />
Beh, tu per esempio, hai mai provato una DSE-801 prima di dire che &#8216;non è come fumare&#8217;?<br />
Mi permetto di supporre che tu non sappia neanche che cavolo sia.</p>
<p>Il perché è, quindi, banalmente &#8216;etologico&#8217;: noi viviamo in televisione, viviamo per le strade&#8230; se nessuno ne parla e nessuno la vende, possiamo svegliarci una mattina e dirci:<br />
- Toh, oggi voglio dire basta col catrame: chà che vado sui siti cinesi che avranno di sicuro inventato la sigaretta a vapore?</p>
<p>La FDA rimane in silenzio sul glicogeno, l&#8217;unica sostanza che -negli anni- potrebbe avere effetti cancerogeni. In Italia e in altri paesi europei, la vendita delle e-cig è vietata (a me Ebay per poco non mi cancella l&#8217;account) con la scusa che è un prodotto medico, quindi per venderlo, anche usato, devi essere una farmacia.<br />
E in effetti in farmacia si trovano&#8230; Modelli obsoleti e inefficienti, a costi spropositati.<br />
(Ad es: E-life, il corrispettivo della 501, a circa 100 € mentre online la 801 costa 30 €)<br />
Ma il ragionamento da fare è semplice: meglio un vizio dai vaghi potenziali rischi a lunga scadenza o un vizio dai rischi certi e molteplici, a breve, a media e a lunga scadenza?<br />
Quindi è giusto evitare che la e-sig si possa vendere a chi non fuma.<br />
Però il tabacco chiunque lo trova a qualunque ora ad ogni angolo di strada.<br />
Secondo te sono vittima della sindrome da complotto, se penso che centri qualcosa che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/04/22/visualizza_new.html_1765313941.html" target="_blank">la Philip Morris fattura 60 miliardi di dollari </a> all&#8217;anno (più della Fiat)?</p>
<p style="text-align: justify;">Le imprese sono ingranaggi che hanno come scopo il profitto.<br />
Ma non è colpa loro, le disegnano così&#8230;<br />
E in occidente, per fortuna, esiste il libero mercato, cioé la concorrenza tra imprese.<br />
Noi sfigati umani, però, paghiamo le tasse a altri ingranaggi chiamati Stati che - in linea del tutto teorica - dovrebbero in cambio garantire che so: che nessuno ci ammazzi, ad esempio.<br />
O che il consumatore possa scegliere prodotti meno nocivi, ad esempio.<br />
Se quindi le multin- è una parolaccia, non la posso dire, ma insomma: le grandi imprese internazionali  hanno il peso economico per influenzare la società civile tramite i media e gli organi esecutivi in modo da oscurare le alternative e creare dei monopoli (&#8230;di Stato?) il loro profitto è assicurato.<br />
Ma il libero mercato?<br />
La qualità della vita?<br />
E la nostra libertà?</p>
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		<title>Ho assaggiato il frutto del peccato.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 20:58:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E sono uscito dalla Grazia. Qui è l’ultimo giorno di carnevale, e i carrozzoni hanno cominciato a sfilare. Ho fatto un errore fatale, avrei dovuto rimanere nella ragione, ma dovevo comperare i carciofi surgelati.
E mi sono innamorato, perdutamente innamorato. 
Non so bene di chi, se dello Spirito del Carnevale o della mia perduta adolescenza. Stoffe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E sono uscito dalla Grazia. Qui è l’ultimo giorno di carnevale, e i carrozzoni hanno cominciato a sfilare. Ho fatto un errore fatale, avrei dovuto rimanere nella ragione, ma dovevo comperare i carciofi surgelati.<br />
E mi sono innamorato, perdutamente innamorato. </p>
<p>Non so bene di chi, se dello Spirito del Carnevale o della mia perduta adolescenza. Stoffe calpestate e fumo artificiale, bimbetti vestiti da topolini guardano a bocca aperta: un gruppo di uomini Heineken, diavolesse che sculettano con le autoreggenti, Hulk che balla la samba, tennisti che palleggiano con la rete tesa tra due carrelli, valkirie di plastica che bevono un Bloody Mary, tetragone drag queen che gli lanciano caramelle. Odore di trucco scadente e pelle abbronzata, sorrisi, saluti e baci tra sconosciuti&#8230;<br />
Mi ero dimenticato, mi ero dimenticato del paradiso. </p>
<p>E adesso come faccio? Ad essere felice? Mica mi basta più, la mia vita&#8230;<br />
<em>Amare è un lieto soffrire.</em> </p>
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		<title>Eternità provvisorie.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 21:01:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;origine del desiderio di eternità sono i momenti di picco dell&#8217;esistenza, che abitualmente chiamiamo felicità. I momenti di intensa felicità vengono seguiti dal terrore: la cognizione dello scorrere inesorabile del tempo terrorizza la persona felice. Quando le tazze sono sporche di caffè, il crepuscolo si inspessisce, le labbra sono doloranti, tumefatte dalla voracità, subentra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;origine del desiderio di eternità sono i momenti di picco dell&#8217;esistenza, che abitualmente chiamiamo felicità. I momenti di intensa felicità vengono seguiti dal terrore: la cognizione dello scorrere inesorabile del tempo terrorizza la persona felice. Quando le tazze sono sporche di caffè, il crepuscolo si inspessisce, le labbra sono doloranti, tumefatte dalla voracità, subentra il disperato tentativo di fermare il tempo.</p>
<p>Ritmo, tic nervosi, scopare: fallimentari tentativi di grippare lo scorrere del tempo. Curvare la retta del tempo in un cerchio è il mito nicciano dell&#8217;eterno ritorno, perciò quando inseguiamo la ripetizione, stiamo tentando un&#8217;eternità.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spalanca le ali.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 06:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[spira il dio che fa amare
eterno il suo istante
poi muore
ma piangi felice
ora voli
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>spira il dio che fa amare<br />
eterno il suo istante<br />
poi muore</p>
<p>ma piangi felice<br />
ora voli</p>
]]></content:encoded>
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