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Decadendo
Il mio sogno Tesi etica n.1 Orpolo sbrodolo! E questa è passione. Scusi sono Dio ...fettina di torta?
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Umani. Esageratamente.Credo che ognuno di noi, sotto sotto, pretende OR sogna OR non sognapiùpernonsoffrirci… Ma più vivi con qualunque persona e ne approfondisci la conoscenza nel menage quotidiano e più cominci a scoprire, sotto il fascino iniziale: fissazioni, ottusità, meschinità, infantilismi e indolenze che finiscono per rendertela detestabile o quantomeno sopportabile. Perché ogni essere umano è una sofisticatissima macchina di sfruttamento: niente nell’universo, più che un essere umano, è capace di succhiare, sfruttare e sottomettere qualunque cosa gli capiti a tiro, ma non solo cose! In special modo altri esseri viventi; in special modo altri esseri umani. L’egoismo di ogni essere umano non è sempre molto eclatante perché viene limitato dalla sua debolezza… le persone comuni sembrano miti ma sono solo rassegnate: se avessero più potere scatenerebbero la stessa brama incontenibile di tradimenti e matrimoni in serie, cupidigia per amore della bella vita, superbia sconfinata e imbarazzante sete di gloria che contagia i potenti. Ogni nostra virtù ci rende più seducenti e pericolosi. Brama insaziabile… perché qualunque cosa otteniamo non otteniamo pace: la sete di amore (potere sul cuore di un altro) e di potere (surrogato dell’amore) è insaziabile, negli esseri umani. Che la condivisione di vita quotidiana tra due macchine costruite in questo modo porti al logorio e prima o poi al grippaggio della relazione, è una conseguenza aritmetica facile da predire come le tabelline. Per questo solo chi è lontano può amarci: un lettore, un pubblico, i bambini adottati a distanza. Ma è dell’amore del prossimo, del partner, della madre, di figli, fratelli e sorelle che noi abbiamo bisogno: vogliamo essere amati da chi più ci conosce, cioè proprio da quelle persone che ci conoscono troppo bene per lasciarsi incantare! Ecco perché nemo profeta in patria… perché è più facile fare i guru con gli sprovveduti! L’unica soluzione è accettarci per quello che siamo e accettare gli altri per quello che sono. Accettare che voler essere amati non significa meritarselo. Che io sono un piccolo Dio ma anche un verme (“Storie di vermucci, ormai le nostre” diceva Pirandello nel Mattia Pascal), perciò facendo la media risulto giustappunto quel che dice la biologia: uno scimmiotto, per quanto astuto e scassaballe. E perciò amarmi è difficile, e faticoso. E se voglio essere adorato mi basta amare meno (noi scimmie subiamo il fascino di chi ci domina dall’alto: il leader politico, la star, il mito religioso) ma se sono adorato – cioé amato da chi reputo inferiore a me – mi sento solo. Già, perché che te ne fai dell’amore di chi non ami? Mia madre mi ama a determinate condizioni. Suo figlio la ama a determinate condizioni. Accettare un’amore condizionato significa partire dal presupposto che se non siamo amati come vogliamo, ne siamo responsabili. E possiamo quindi cambiare la situazione, perché dipende anche da noi: stiamo dando quello che l’altro desidera? Stiamo chiedendo chiaramente ciò di qui abbiamo bisogno? Perché se stiamo lamentandoci tutte le volte ma di cose differenti, stiamo in realtà dicendo: “il tuo amore non riempie la mia voragine insaziabile” (ovvero ripetendo come una salmodia la nenia che bisbiglia ad ogni battito ogni cuore: voglio più vita, ancora più vita!) Non è così? …spesso non ci sentiamo amati perché, banalmente, ci aspettiamo un amore che l’altro pur con tutta la buona volontà non è proprio in grado di darci. Amare è faticoso. Farsi amare, è faticoso… Amarsi è faticoso. Richiede intelligenza e volontà. Presuppone tanti fallimenti e implica delusioni. E non sarà mai abbastanza: sarà sempre di più il nostro smodato e maledetto bisogno di vita. Ma questo, sono io: una scimmia braccata dall’ansia, che si giocherà tutte le carte del mazzo della vita (e pure un paio d’assi nascosti nella manica) per amare e essere amato. ESAGERATAMENTE. …e tu? |
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19 ottobre 2010 alle 14:25
credo che la metamorfosi in me sia iniziata…sento gia due protuberanze all’altezza delle scapole…
-non amo
-la televisione mi annoia
- il sesso mi lascia indifferente
sebbene mi renda perfettamente conto di questa mia trasmutazione….non ho alcuna intenzione di curarmi, perchè sono convinta che una vita alata sia auspicabile ad un umana esistenza alla pepetua ricerca di quella cosa che in passato era definita “amore”nel senso più vasto del termine e che oggi si trasmuta spesso in orrore!!orrore tra madre e figlio…orrore tra uomo e donna…orrore tra razza e razza…è tutto cosi superfluo!!se potessi scegliere cosa diventare vorrei essere una dolcissima creatura di carta….dal nome di claire, ginevra o margherita…
19 ottobre 2010 alle 14:37
beh ho provato ma nn mi ha lasciato scrivere
19 ottobre 2010 alle 17:08
Grazie Biancospino.
A dire il vero io sono umano, quindi non posso che TEMERE che un’umana si ali! Certo, ne ho la massima ammirazione, ma per me la coscienza del tempo, la sofferenza, la carne sono una parte troppo preziosa, della vita, perché venga vista da lontano, dal cielo.
Però, se tu davvero sei cosciente di quello che perdi, se tu sai cosa perdi della vita andando verso il cielo beh, allora… non seguire i consigli umani.