Una cosa, ti consiglio di fare. Scrivere un blog.
Anche se in effetti scrivere una lettera è altrettanto importante.
Quindi due cose ti consiglio di fare, e una di queste è: scrivere un blog.
Perché?
Perché comunicare ti costringe a capirti. Una lettera a un amico (di carta o di byte) è il momento in cui l’amicizia diventa riflessione di due vite su due vite, e tutti sappiamo che 2 vite + 2 vite = 1 cacciavite.
Ma non sostituisce avere un blog.
Ti consiglio di avere un blog.
E perché?
Perché è come andare alla lavagna in classe o mettersi al centro del cerchio quando si balla: l’attenzione degli altri è un’energia potente che ti costringe a dire qualcosa di importante, o che faccia ridere, insomma fare, insomma dire, insomma… dare.
E non importa che veramente qualcuno passi sul tuo blog: l’importante è che tu possa illuderti che qualche tuo amico ci passi ogni tanto. E non importa neppure che tu riesca veramente a dare qualcosa: l’importante è che ci provi… Le parole che servono stanno in cima a una montagna impervia, perciò l’importante non è riuscirci ma iniziare a provarci. Per mia esperienza, tentare di dare qualcosa a qualcuno, dà un senso alla vita. Dare, dà senso.
Si ma: perché?
Perché noi esistiamo attraverso gli altri, e quindi non è una questione morale, tentare di dare: è saggezza. L’altruismo è un egoismo intelligente.
Poi, chi è molto intelligente scopre un nuovo vaccino, chi non ci riesce può aprire un blog, ognuno a seconda delle proprie possibilità. L’importante è la disposizione partecipativa alle altre esistenze. Partecipare l’esistenza.
Le parole mi hanno cambiato la vita. Due volte.
Per questo io mi ci impegno sul serio -anche se non si direbbe- a capire come si fa a partecipare usando questi segnetti.
Mi sa che dovrò accontentarmi: sui vaccini sto messo peggio.